Nuova energia sostenibile per le Dolomiti

Pubblicato il giovedì, 22 ottobre 2015

Un piccolo gioiello di innovazione e sostenibilità tra le valli delle Dolomiti. È la nuova centralina realizzata da Enel nel comune di Auronzo, in provincia di Belluno, sulla diga di Santa Caterina ai piedi del parco delle Tre cime di Lavaredo. Un impianto dalle dimensioni ridotte che ha richiesto tuttavia un investimento cospicuo, 2,9 milioni di euro, e porterà risultati molto rilevanti in fatto di nuova energia pulita prodotta per le comunità del Cadore e di tutela dell'ambiente e delle biodiversità sulle sponde del Fiume Anisei.

La diga del Lago di Santa Caterina è un pezzo della storia italiana e la sua costruzione risale al 1930. La centralina inaugurata il 19 settembre rientra tra i progetti che Enel sta realizzando in molti impianti idroelettrici della penisola con il duplice obiettivo di valorizzare, in termini energetici ed ambientali, il cosiddetto deflusso minimo vitale, cioè l'acqua che secondo il Piano di tutela delle acque dev'essere rilasciata con continuità e in quantità adeguata nell'alveo dei fiumi a valle delle dighe esistenti, in grado quindi di assicurare l'integrità ecologica della flora e della fauna naturalmente presenti lungo il corso di fiumi e torrenti.

La nuova piccola centrale produce energia pulita per il fabbisogno di circa mille famiglie ed evita l'emissione di quasi 900 tonnellate di CO2 annue. "È la sintesi perfetta di quello che facciamo" spiega Francesco Bernardi, responsabile dell'Unità business hydro Veneto di Enel "ovvero produrre energia elettrica assicurando l'integrità e la tutela della vita acquatica. È un impianto che coniuga sostenibilità e innovazione: a Santa Caterina forniremo infatti energia sostenibile, economica e accessibile, nel rispetto dell'ambiente e in sintonia con il territorio che ospita i nostri impianti. Ma altrettanto peculiari sono le soluzioni tecnologiche ed impiantistiche adottate per realizzare l'opera di presa e rendere particolarmente efficiente il gruppo turbina-alternatore, vero e proprio cuore della centrale".

La filosofia impiantistica e le caratteristiche sia del macchinario principale installato sia di tutti i componenti ausiliari sono improntati alle migliori tecniche e pratiche ambientali in coerenza con la politica e le scelte volontarie adottate da Enel per la certificazione EMAS dell'UB hydro Veneto che ha ottenuto fin dal 1999 e che viene costantemente rinnovata. Nel cantiere, durato circa due anni, sono state impegnate diverse imprese per un totale complessivo di 26.700 ore lavorate, pari a una media di 10 persone impegnate giornalmente.