Gli italiani che il mondo ci invidia

Pubblicato il venerdì, 27 novembre 2015

Samantha Cristoforetti, Giorgio Armani, Roberto Baggio o Giorgio Moroder: è lunga la lista degli italiani famosi che il mondo ammira e sotto-sotto ci invidia. E l'elenco copre interi secoli perché prima di Astrosamantha o del Divin Codino molti altri cittadini del Bel Paese hanno guadagnato la stima internazionale per la loro arte, le scoperte scientifiche, la creatività e la capacità di lasciare il segno nell'immaginario collettivo, nella storia della cultura o di intere industry, non ultima quella energetica.

L'antologia degli italiani eccellenti non è popolata solo da "volti da copertina". Molti campioni del "make in Italy" sono spesso sconosciuti al grande pubblico, ma stimati e ricercati a livello globale nei loro ambiti professionali; tra questi tanti lavorano in Enel e sono partiti dall'Italia per portare nel mondo quelle competenze e conoscenze che contribuiscono a rendere il Gruppo un punto di riferimento per l'intero settore energetico. Dietro ogni innovazione tecnologica e ogni nuovo impianto infatti c'è sempre una persona o un gruppo che ne rendono possibile la realizzazione.

Nella giungla del Mato Grosso o nelle pianure degli Urali sono all'opera italiani che contribuiscono alla costruzione di nuove centrali, all'implementazione di green technology e allo sviluppo di tutto quel mondo smart che sta entrando giorno dopo giorno nella vita di tutti. Si parla italiano lungo le sponde del Rio Da Apiacàs (Brasile), dove Enel Green Power sta costruendo un sistema idrico per portare energia pulita agli abitanti della regione dell'Alta Floresta. Il "make in Italy" è alla base del primo impianto geotermico di tutta l'America Latina che il Drilling team di EGP - dove l'accento toscano è dominante – sta realizzando nel deserto di Atacama in Cile. E ancora: i giganti termoelettrici russi, costruiti in epoca sovietica, stanno recuperando il gap con le best practice internazionali ed elevando i livello di ambientalizzazione grazie al know how dei team di generazione di Enel cresciuti all'ombra di impianti come quelli di Torrevaldaliga Nord e della Federico II, riconosciuti come eccellenze di settore a livello globale. Italiana è l'esperienza alla base di smart city come quelle che Enel ha realizzato a Santiago del Cile e Buzios, in Brasile. Ma l'elenco è davvero lungo e va dagli Stati Uniti, all'Africa interessando ognuno dei 32 Paesi dove Enel è presente e tutte le tecnologie con cui il Gruppo opera.

La rete "italiana" di professionisti che esportano con Enel la loro competenze nel mondo travalica ormai sempre più spesso i confini del Gruppo. Confermando il detto popolare "dimmi con chi vai e ti dirò chi sei" sono sempre più numerose le startup, le piccole e medie imprese ma anche le aziende specializzate italiane che hanno incontrato Enel sul loro cammino e insieme hanno dato forma a esempi di successo di open innovation. Gli esempi? La startup Athonet, supportata da Enel, è stata inclusa dal Nokia and WIRED Brand Lab nel #MakeTechHuman Agents of Change, la lista dei 17 global influencer che possono plasmare positivamente il futuro della società e del Pianeta. Un'idea, seppur parziale, di quanto "make in Italy" ci sia nel percorso di trasformazione globale verso una nuova economia sostenibile lo offre il recente studio "100 Italian Energy Stories".

L'Italia come laboratorio di innovazione per Enel è un progetto in corso, non un'aspirazione. Le competenze e il know how di chi lavora nel Gruppo, quelle della tradizione di piccole e medie imprese del territorio e la nuova energia delle startup costituiscono un terreno fertile nel quale continuare a seminare idee e progetti al passo con l'evoluzione del settore elettrico. La leadership globale di Enel in segmenti avanzati - si pensi al contatore elettronico, ai sistemi di ricarica veloce per la e-mobility o all'integrazione delle storage nelle rinnovabili- rappresenta l'altro punto di forza per la crescita del "make in Italy" e l'affermazione dei professionisti che trasformano le idee in prodotti. Con queste due basi salde il processo di trasformazione digitale del Paese, lo sviluppo dell'active demande e il pieno inserimento delle rinnovabili in una rete sempre più smart sono obiettivi sempre più a breve termine che spiegano anche la scelta di Enel di aumentare del 30% gli investimenti in Italia per il prossimo triennio rispetto a quanto previsto solo l'anno scorso nel piano strategico 2015-2019.