La Forza delle donne nei CdA

Pubblicato il martedì, 10 novembre 2015

È stata un'occasione per parlare della strada fin qui fatta in tema di governance dalle aziende italiane e del contributo alla svolta futura dell’economia del Paese da parte delle donne. Più di 400 - consigliere di amministrazione e sindaci di società quotate e partecipate - hanno risposto all’appello e si sono ritrovate a Palazzo Mezzanotte, sede della Borsa Italiana, per un convegno dal titolo “La Forza delle donne nei CdA per l’Italia che svolta”. Tra queste Patrizia Grieco, presidente del gruppo Enel.

A tre anni dall'entrata in vigore della legge Golfo-Mosca, che introduce le quote di genere nella composizione dei consigli di amministrazione delle società quotate e delle controllate pubbliche, la Grieco ha spiegato che "il cambiamento è stato estremamente positivo, perché ha aiutato a portare più attenzione alle competenze necessarie per sedere in un board e ha forzato l’equilibrio di genere. In cinque anni siamo così passati dal 6 al 26 per cento di rappresentanza femminile nei CdA: devo dire che si tratta di una rappresentanza competente e basata sul merito".

"Grazie alle quote è nata una nuova classe dirigente femminile” aveva in precedenza affermato la presidente della Fondazione Bellisario, Lella Golfo, prima firmataria della legge, che parlando di ‘”lobby femminile dei CdA" ha spiegato come il termine abbia oggi assunto una connotazione nuova e positiva: ovvero quello di "fare rete" nel nome della meritocrazia, del riconoscimento delle competenze e delle esperienze.

Dal convegno è emerso che il percorso fin qui fatto non è sufficiente per garantire pari opportunità alle donne nel contributo alla crescita economica del Paese. E lo dimostrano i numeri relativi al management delle società quotate. La percentuale femminile resta ancora esigua soprattutto fra i primi riporti degli amministratori delegati. “Con quest’incontro - ha aggiunto la Golfo - vogliamo andare avanti e sancire l’impegno delle donne ai vertici. Ma anche diffondere sempre di più un modello di leadership femminile che sia d’esempio e sprone per le nuove generazioni".

Nel dibattito si è parlato anche delle posizioni di management. In quest'ottica, il presidente del Gruppo Enel ha spiegato l'importanza di saper valorizzare il capitale umano a disposizione: "Non possiamo rinunciare al 50 per cento dei talenti. Enel non se lo può permettere. Per questo abbiamo un progetto interno al gruppo dedicato alla Diversity, non solo di genere, in 32 paesi al mondo". Il progetto prevede infatti che sulla base del merito debbano essere date uguali opportunità ai generi nel percorso di carriera, nella logica britannica del comply or explane. "Esempi come questo - ha aggiunto - aiutano un processo generale, in atto in vari Paesi, che deve portare le donne progressivamente a un livello di piena parità e avanzamento di carriera, colmando anche il gap salariale".

Rispetto alla proposta al vaglio del governo inglese (proposta che prevede che il bonus dei manager delle società sia legato alla percentuale di donne presenti nel loro senior management), la Grieco ha segnalato il rischio che si creino posizioni ad hoc, con il solo scopo di ottenere i bonus, venendo meno al principio di meritocrazia. "Penso invece - ha concluso il presidente Enel - che dobbiamo monitorare la carriera delle donne assicurando che abbiano le stesse opportunità. Sono convinta che, quando sarà applicata la meritocrazia, le donne ricopriranno davvero il giusto ruolo".