Mobilità sostenibile innovazione che fa la differenza

Pubblicato il martedì, 19 gennaio 2016

Targhe alterne, blocco della circolazione, zone a traffico limitato. Sono tante le risposte e le proposte per ridurre l'inquinamento atmosferico che caratterizza molte città italiane. E nel dibattito trova sempre più spazio il tema della mobilità sostenibile.

Le auto elettriche, ibride o alimentate con combustibili non fossili suscitano commenti entusiasti, possibilisti ma anche scettici. Nessuno mette in dubbio che rappresentino la soluzione più radicale per abbattere in modo definitivo le emissioni di polveri sottili e gas inquinanti nelle città. Alcuni reputa però che le auto ibride e full-electric siano ancora troppo lontane dal diventare un prodotto diffuso e di massa. L'elenco dei benefici, uniti ad una una rapida panoramica sui tanti passi avanti compiuti negli ultimi anni dalla e-mobility, portano però sempre più persone a considerare necessaria un'accelerazione sullo sviluppo della mobilità sostenibile elettrica e ad auspicare il varo di una regolamentazione dedicata e di una strategia condivisa per lo sviluppo della e-mobility in Italia sull'esempio di altri Paesi europei.

I vantaggi ambientali della e-mobility sono evidenti già oggi anche con un mix energetico tricolore costituito da generazione rinnovabile "solo" al 38% - la percentuale di energia pulita sul totale nazionale è tra le più alte al mondo. Secondo la Commissione italiana veicoli elettrici stradali (CIVES) il confronto delle emissioni di CO2 tra auto termica e auto elettrica è già a favore della seconda: 110-120 g/km contro 60-80 g/km. E i benefici di uno sviluppo della e-mobility vanno anche oltre gli aspetti ambientali facendo emergere l'auto elettrica per il suo potenziale di sostenibilità a tutto tondo.

Il bilancio del Paese può trarre importanti vantaggi dalla diffusione della mobilità a zero emissioni. Ancora il CIVES sottolinea che un veicolo alimentato con combustibili fossili pesa sul bilancio nazionale quattro volte di più di uno alimentato con elettricità (5,6 c€/km contro 1,4 c€/km): meno auto a benzina significa quindi meno consumi e quindi meno import energetico per l'Italia che dipende ancora in modo strutturale dall'acquisto di energia dall'estero.

I punti di ricarica e i modelli di auto in commercio aumentano di anno in anno, così come gli accordi per la e-mobility tra distributori energetici, amministrazioni pubbliche locali, case automobilistiche e aziende.

L'Italia ha la migliore media europea di colonnine per il "pieno di elettricità": una ogni 1,6 abitanti. Anche se i numeri della diffusione nel Belpaese dei veicoli della e-mobility sono molto lontani quelli di Norvegia, Olanda o Francia, questo dato riflette un impegno efficace sulla realizzazione e installazione delle infrastrutture necessarie.

Lo sviluppo tecnologico delle colonnine pubbliche e private - si pensi al modello fast recharge - ha permesso inoltre di ridurre in modo sostanziale i tempi di ricarica dei veicoli. La collaborazione tra operatori energetici ha poi permesso di dare vita a vere e proprie reti interoperabili di punti di ricarica dove ogni guidatore può fare il "pieno di elettricità" a prescindere dalla società che gli fornisce energia. Non da ultimo l'auto elettrica ha cominciato a viaggiare anche al di fuori della città con l'avvio dell'installazione di colonnine pubbliche nelle autostrade e lungo le vie di massima percorrenza che uniscono i principali centri urbani all'interno di ambiti regionali.