Rinnovabili e reti digitali per salvare il clima

Pubblicato il mercoledì, 17 febbraio 2016

La Conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico (COP21) di Parigi ha rappresentato l’ultima chiamata per rispondere a una delle sfide globali con maggiore impatto sulle nostre vite quotidiane. In occasione dell’anniversario dell’entrata in vigore del protocollo di Kyoto (trattato internazionale per la riduzione dei gas serra redatto nel 1997 ed entrato in vigore il 16 febbraio 2005) il Kyoto Club ha organizzato a Roma, in Senato, il convegno L’Italia e la sfida del clima e dell’economia circolare. Dopo Parigi e verso gli obiettivi UE al 2030, in cui si è discusso dell’accordo raggiunto nella capitale francese e del settore energetico italiano, analizzando in particolare l’impatto delle rinnovabili.

In una tavola rotonda, cui hanno preso parte Gianluigi Angelantoni (presidente Gruppo Angelantoni SpA e vicepresidente Kyoto Club), Edoardo Zanchini (vicepresidente nazionale Legambiente) e Gianni Silvestrini (direttore scientifico Kyoto Club), è intervenuto in rappresentanza di Enel il responsabile Sostenibilità Andrea Valcalda. “La grande novità della COP21  è stata la presenza al tavolo del settore privato. L’impegno delle aziende a ridurre le emissioni climalteranti è stato decisivo per supportare i governi nel raggiungimento di un accordo ambizioso a Parigi”.

Un sostegno, sottolinea Valcalda, che sarebbe privo di effetti se non fosse accompagnato da azioni concrete per accelerare la transizione verso la decarbonizzazione. Per questo Enel (tra le grandi aziende che hanno preso parte alla COP21) ha previsto nel piano strategico 2016-2019 investimenti in fonti rinnovabili per circa 9 miliardi di euro, che renderanno green oltre il 50 per cento del nostro mix di generazione nei prossimi quattro anni.

“Intendiamo raggiungere due traguardi. Uno di medio periodo, con la riduzione delle emissioni di CO2 per kWh del 25 per cento entro il 2020 rispetto al 2007, e uno a lungo termine con il raggiungimento della carbon neutrality entro il 2050, in linea con i target stabiliti dall’Unione Europea e dalla comunità scientifica per contenere il riscaldamento globale entro i 2 gradi”.

Le rinnovabili saranno dunque al centro del sistema energetico del futuro. Per agevolare il crescente fenomeno della generazione distribuita, tuttavia, sarà necessario un grande investimento sulle reti elettriche. “L’Italia è un esempio per tutti grazie al grande lavoro fatto in passato, a cominciare dal contatore elettronico che Enel ha introdotto, con un primato mondiale, nel 2001. A breve arriveranno nelle case degli italiani i nuovi esemplari di smart meter, mentre molti Paesi devono ancora completare l’installazione degli esemplari di prima generazione” ha concluso Valcalda.