Reti energetiche, il futuro dell’Italia è roseo

Pubblicato il giovedì, 24 marzo 2016

Quando nel 1997 venne siglato il protocollo di Kyoto, il sorpasso in termini economici dei Paesi in via di sviluppo sulle potenze mondiali del G8 era poco più di un’utopia, mentre oggi si tratta di una realtà consolidata. In meno di vent’anni il mondo è profondamente cambiato. Alla rivoluzione economica si accompagna un boom demografico e un processo di urbanizzazione che, secondo le ultime stime, porterà ad abitare nelle città i 2/3 della popolazione mondiale entro il 2050. Quale sarà l’incidenza di questi fattori sul mondo dell’energia? Se n’è discusso a Firenze nella tavola rotonda Energia: quali prospettive nell’ambito della sessione “Reti energetiche, informatiche e trasporti” del master Eunomia.

Al centro del dibattito tematiche complesse e sempre più attuali come gli equilibri geopolitici, il cambiamento del mix di generazione, il futuro delle fonti green e della generazione distribuita. Tra i relatori manager ed esperti del settore come Nicola Lanzetta, responsabile mercato Italia di Enel, Carlo Malacarne, Amministratore Delegato di Snam e Aldo Chiarini, Presidente ENGIE Italia, moderati da Pier Francesco Lotito, Vicepresidente di Eunomia e Ordinario di Diritto Pubblico Scuola di Economia e Management dell’Università di Firenze.

Nel suo intervento Lanzetta ha condiviso con gli studenti del master un quadro relativo allo scenario energetico nel contesto europeo, e in particolare in quello italiano. A differenza dei Paesi in via di sviluppo - che hanno una grande fame di energia da soddisfare in tempi rapidi - in Europa la domanda è in calo ormai da anni. La crisi economica è però solo uno dei motivi. A incidere sulla riduzione dei consumi è anche l’evoluzione tecnologica (che consente di ottenere da una lampada o da un frigorifero le medesime prestazioni con un minore utilizzo di energia) e le pratiche di efficienza energetica, sempre più diffuse.

Uno scenario in cui, spiega Lanzetta, ci sono diversi motivi per essere ottimisti: "Se pensiamo alle tre grandi attività del mondo dell’energia (produzione, distribuzione e vendita), per il nostro Paese è un momento roseo. Oltre il 40 per cento dell'energia in Italia è oggi generata da fonti rinnovabili. Sul fronte della distribuzione possiamo vantare una delle reti più evolute del mondo. Enel ha sviluppato proprio qui nel 2001 il primo contatore elettronico del mondo, e oggi ci apprestiamo a lanciare gli esemplari di seconda generazione, con ulteriori funzionalità. Per quanto riguarda il mercato, l’evoluzione tecnologica ci consentirà di fornire servizi sempre più adatti alle nuove esigenze dei clienti".

Per completare la transizione energetica, conclude Lanzetta, dobbiamo portare a termine due percorsi fondamentali: la diffusione su larga scala della mobilità elettrica, “ormai non più soltanto un argomento per studiosi”, e l’integrazione nella rete della generazione distribuita, “che ha modificato radicalmente il ruolo del cliente che oggi è un prosumer, sintesi perfetta tra consumatore e produttore”.