Finale Emilia: nuovo inizio con le biomasse

Pubblicato il mercoledì, 6 aprile 2016

Nuova vita per l'ex zuccherificio di Finale Emilia, in provincia di Modena, e nuovi posti di lavoro per il territorio grazie alle rinnovabili di Enel. Lo stabilimento saccarifero è stato infatti riconvertito da Enel Green Power in una centrale alimentata a biomassa a filiera corta.

La riconversione all'uso energetico di circa 5.000 ettari di terreno, in precedenza adibiti alla coltivazione di barbabietola, è frutto della collaborazione tra Enel Green Power e COPROB, proprietaria dell'ex zuccherificio chiuso nel 2006 in seguito alla riforma europea del settore saccarifero.

La centrale agro energetica di Finale Emilia, che ha una potenza installata di 15 MW, provvederà al fabbisogno energetico equivalente di circa 35.000 famiglie dando inoltre forma all'obiettivo dell'Unione europea di raddoppiare il contributo della biomassa nel mix energetico continentale con vantaggi ambientali ed economici radicati nei contesti locali dove sorgono gli impianti.

Nuovi posti di lavoro per il territorio modenese sono nati dal progetto di riconversione. Il cantiere per la costruzione dell'impianto ha visto l'impiego prevalente di manodopera locale, con oltre 100 persone al lavoro. La centrale, per tutto il suo ciclo di vita, consentirà la piena occupazione di oltre 30 addetti direttamente impiegati presso l'impianto o nella gestione logistica delle biomasse ai quali si aggiungono i lavoratori coinvolti nella filiera.

L'approvvigionamento di biomassa avverrà entro un raggio di 50 km dall'impianto al fine di minimizzare anche l'impatto ambientale derivante dal trasporto. L'impianto sarà alimentato con circa 120 mila tonnellate all'anno di biomasse di origine agricola di tre differenti tipologie: sorgo che si coltiva in aree non boschive; residui dell'attività agroforestale; cippato locale da manutenzione boschiva. L'impianto brucia quindi solo erbe e arbusti che tra l'altro nella stagione estiva potrebbero facilmente causare incendi. La filiera di approvvigionamento delle biomasse svolge dunque anche una funzione di sicurezza preventiva anti incendio e di non abbandono del territorio.  

Elevati standard di sicurezza ambientale garantiscono il rispetto dei valori di emissioni in atmosfera previsto dal Codice dell'Ambiente (D.lgs. 152/06). L'impianto di Finale Emilia, come gli altri di questa tipologia che sviluppa Enel Green Power, sono infatti dotati di soluzioni tecnologiche efficienti per l'abbattimento di valori quali ossidi di azoto, monossido di carbonio, ossidi di zolfo e polveri sottili.

Le emissioni di CO2 prodotte da biomassa non sono maggiori rispetto a quelle prodotte da altre fonti rinnovabili. Inoltre l'anidride carbonica rilasciata dall'impianto sarebbe stata comunque prodotta come parte del ciclo naturale del vegetale. Bruciando solo erbe e arbusti le emissioni di carbonio biogenico - che ha origine da biomassa - sono identiche alla quantità di CO2 assorbite dal vegetale durante la sua crescita e non ne vanno ad aumentare la quantità nell'atmosfera garantendo quindi la carbon neutrality.