Il “made in Italy” che dà energia pulita agli Usa

Pubblicato il lunedì, 11 aprile 2016

La geotermia italiana cresce, nel Bel Paese e negli Stati Uniti. Mentre è stato ufficializzato il nuovo record tricolore di produzione del settore nel nuovo anno - più 3,8% rispetto allo stesso periodo del 2015 - all'estero, in particolare nel deserto del Nevada (Usa), competenze e know how della geotermia italiana hanno dato forma a un esempio di innovazione unico al mondo: l'impianto ibrido di Stillwater di Enel Green Power.

Stillwater è un hub dell'innovazione di EGP dove tre tecnologie rinnovabili differenti sono raccolte in un unico impianto ibrido il cui ultimo stadio di evoluzione è stato inaugurato il 29 marzo scorso alla presenza, tra gli altri, del presidente del consiglio italiano, Matteo Renzi, dell'AD di Enel, Francesco Starace, dell'AD di EGP, Francesco Venturini, e dal governatore dello Stato del Nevada Brian Sandoval.

Innovazione e ibridazione sono due parole chiave dell'impianto EGP negli Usa ormai da diversi anni. Stillwater è entrato in funzione nel 2009 con il completamento della centrale geotermica; nel 2012 è stato integrato con un'unità di solare fotovoltaico da 26,4 MW – all'epoca uno dei maggiori impianti del suo genere negli Usa; nel 2015 è stato sviluppato l'ultimo tassello con la costruzione del sistema solare termodinamico per operare in combinazione con l'esistente centrale geotermica.

Le tre fonti rinnovabili unite per la prima volta nello stesso sito, hanno permesso a EGP di sfruttare appieno le attività già installate, creando un impianto complessivamente più efficiente e produttivo. L'integrazione permette di incrementare la disponibilità della risorsa energetica rinnovabile e ridurne l'intermittenza. Il geotermico e il solare (termodinamico e fotovoltaico) sono complementari, poiché la produzione del solare aumenta nei giorni più caldi e soleggiati dell'anno, quando l'efficienza termica dell'impianto geotermico è inferiore. La maggiore erogazione di potenza nelle ore di picco consente inoltre un profilo di produzione più load-following. Nel contempo, la condivisione delle infrastrutture esistenti promuove un risparmio dei costi e una riduzione dell'impatto ambientale dell'impianto per unità di energia prodotta e consegnata.

L'eccellenza e il ruolo pionieristico di Stillwater sono documentati sia dai riconoscimenti attribuiti all'impianto sia dai risultati delle ricerche svolte per misurare performance e vantaggi del sistema ibrido. La centrale è stata insignito del premio Geothermal Energy Association Honors nel settore "Progresso tecnologico" per quattro anni consecutivi, nel 2012, 2013, 2014 e 2015. In base ai risultati di una ricerca condotta fra marzo e dicembre 2015, l'integrazione di un impianto solare termodinamico a 2 MW con un geotermico a 33,1 MW ha consentito un incremento complessivo della produzione di Stillwater del 3,6% rispetto al solo geotermico. Questi risultati sono stati ulteriormente confermati da uno studio sull'integrazione fra geotermico e solare termico, ed è la prima volta che i dati empirici prodotti da un impianto ibrido commerciale convalidano un modello ibrido teorico. Questo lavoro, è stato svolto nel quadro dell'accordo cooperativo di ricerca e sviluppo (CRADA) con il National Renewable Energy Laboratory (NREL) e Idaho National Laboratory (INL), sotto la supervisione dell'Ufficio tecnologie geotermiche del Dipartimento statunitense dell'energia.