La sostenibilità a 360 gradi

Pubblicato il lunedì, 8 agosto 2016

Le possibilità di sviluppo del sistema energetico, in Italia e nel mondo, saranno caratterizzate da un unico filo conduttore: la sostenibilità. Quella che fino a poco tempo fa era un’opzione virtuosa è oggi una necessità, cui le aziende devono far fronte sia dal punto di vista ambientale che da quello economico. Nell’ambito della COP21 di Parigi (la conferenza ONU sul cambiamento climatico) la comunità internazionale si è impegnata in un ambizioso piano di riduzione delle emissioni di CO2, che richiede di accelerare la transizione energetica verso le rinnovabili. D’altra parte, i fattori ESG (acronimo inglese per ambiente, sostenibilità e governance) sono in cima alla lista dei criteri scelti dagli investitori per valutare l’affidabilità di un’azienda sul lungo periodo.


Enel, in linea con il posizionamento strategico Open Power, ha posto la sostenibilità e l’innovazione al centro della strategia di business e si è impegnata a contribuire direttamente al raggiungimento di quattro dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delineati dalle Nazioni Unite. Tra gli scopi a medio termine (da conseguire entro il 2020), oltre a garantire l’accesso all’elettricità a 3 milioni di persone che ne sono prive, l’azienda fornirà un’educazione basilare sui temi energetici a 400.000 persone e darà il suo apporto per l’occupazione e la crescita economica di altri 500.000 individui. Entro il 2050, Enel conta di tagliare il traguardo della carbon neutrality, eliminando totalmente l’emissione di CO2 in tutte le attività produttive.


Un percorso che ha consentito all’azienda elettrica di essere riconfermata nell’indice FTSE4Good - che misura il comportamento delle imprese in ambiti quali la governance, il rispetto dell’ambiente e dei diritti umani e la lotta alla corruzione – e di essere citata come esempio positivo nel Bilancio Sociale e di Sostenibilità 2015 di Greenpeace Italia. Il documento sottolinea come “per la prima volta un gigante energetico si è impegnato verso politiche climatiche e rinnovabili che vanno nella direzione auspicata”, e come la convergenza di vedute tra Enel e Greenpeace “costituisce un importante punto di partenza per lavorare insieme su aree comuni per lo sviluppo di interessi economici, sociali e ambientali, in un’ottica di sostenibilità avanzata e globale”.


Prendendo atto del mutamento di uno scenario che vede oggi stagnazione dei consumi, crescita sempre più competitiva delle rinnovabili e urgenza di sviluppo low carbon, Enel ha lanciato nel nostro Paese Futur-e, il programma per riqualificare 23 centrali termoelettriche non più produttive, per una capacità installata complessiva di 13 GW. Grazie anche all’apporto delle comunità locali che li ospitano, questi siti industriali ormai obsoleti potranno avere una nuova vita sotto diverse forme: da gallerie d’arte a parchi di divertimenti, da centri commerciali ad aree dedicate a scienza e tecnologia. L’agenzia di stampa internazionale Bloomberg News ha citato Enel come la prima azienda al mondo ad aver elaborato un progetto relativo a un intero parco di centrali. Futur-e è quindi l’apripista a livello globale di un processo che sarà presto intrapreso anche in Paesi come Stati Uniti, Regno Unito e Cina.