Per fare un orto ci vuole (Enel) Cuore

Pubblicato il martedì, 30 agosto 2016

La onlus del Gruppo ha sostenuto in Italia la realizzazione di 13 orti urbani. Un modo per avvicinare le persone alla terra e rendere più verdi e sostenibili le città.

Ripartire dall’agricoltura per creare inclusione sociale e spazi più sostenibili, iniziando da quelli metropolitani, rivalutando aree industriali o abbandonate. Un modo per riscoprire i sapori della terra, rendere più verdi le città e trasformare gli orti ecocompatibili in strumenti per formare e avviare al lavoro persone svantaggiate.

È il risultato della Call for proposal “Orti urbani, agricoltura sociale e comunità del cibo, come strumento per la creazione di società sostenibili e inclusive”, indetta nella primavera del 2014 da Enel Cuore Onlus in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Agrarie dell’Università di Bologna Alma Mater Studiorum. Un progetto diventato operativo nel 2015 e che ora raccoglie i suoi primi frutti.

Ed è proprio nella periferia est del capoluogo emiliano che la cooperativa Eta Beta, prima classificata del concorso, sta riqualificando l’ex area industriale di Battirame. È qui che la cooperativa sta realizzando un orto urbano biodinamico ispirandosi al modello dei monaci cistercensi: rinchiudere all’interno delle mura una serie di attività rispondenti al principio delle tre C, cura delle persone, cultura, coltivazione. Soci e persone che lavorano all’interno della coop possono scegliere di imparare a coltivare, distribuire e cucinare i prodotti della terra, oppure di specializzarsi in apicoltura e api-terapia.

Il progetto, finanziato da Enel Cuore, prevede inoltre la ristrutturazione di una casa colonica, che ospiterà un laboratorio-cucina, uno spazio per la formazione e per eventi culturali sulle tematiche connesse all’orticoltura urbana e alla sicurezza alimentare.

La Call della nostra onlus abbraccia una tendenza nella progettazione urbanistica che vede il fiorire di spazi verdi, non solo attraverso il recupero di aree dismesse e parchi, ma anche trasformando architetture nuove o da ristrutturare in orti e giardini verticali. Riscoprendo e ampliando la tradizione diffusa in Italia sin dal medioevo di costruire spazi verdi all’interno di palazzi e residenze. 

Con questa iniziativa, Enel Cuore ha anticipato di un anno la nuova legge sull’agricoltura sociale: il concorso si rivolgeva ad associazioni, organizzazioni non governative, cooperative e imprese sociali impegnate nella promozione di una società più sostenibile e inclusiva, in Italia e all’estero. L’obiettivo è stato quello di selezionare progetti che mettessero al centro la promozione dell’orticoltura comunitaria, nel rispetto e nella valorizzazione della sicurezza alimentare, della sostenibilità ambientale e dell’inclusione sociale, coinvolgendo persone con problemi psichici, anziani e in genere chi si trova in contesto di povertà ed esclusione.

Nel 2015 sono state avviate 13 delle 407 proposte pervenute, per un investimento totale di circa 400mila euro erogati. Tra i progetti in fase di realizzazione anche quelli presentati da Il Giardino degli Aromi Onlus di Milano, da l’Associazione Gioventù Cattolica di Napoli, da ActionAid Italia per la riqualificazione di un quartiere a rischio di Reggio Calabria (Rione Modena-Ciccarello) e l’associazione BiodiverCity per la realizzazione di quattro orti didattici in altrettante scuole italiane.