Energia ed economia circolare, per creare nuovo valore

Pubblicato il venerdì, 28 ottobre 2016

Dalla CSR, all'approccio sistemico, la Circular Economy come possibile approccio anche per una utility come Enel.

Superare il concetto di Corporate Social Responsability (CSR), a partire dalla pianificazione del business, per integrare in modo strategico un approccio ambientale sostenibile, come quello dell'economia circolare da calare direttamente nel business.

L'approccio sistemico in ambito industriale alla cosiddetta Circular Economy è stato uno dei temi discussi anche in occasione dell'edizione 2016 del Salone della CSR di Milano. A intervenire al panel in materia per Enel, Vanessa Tedeschi di Sostenibilità e politiche ambientali, alla quale abbiamo chiesto di raccontare in che modo l'economia circolare può adattarsi alle strategie di una grande utility.

“Per Enel, l'esempio più lampante per parlare di energia e di economia circolare è lo sviluppo delle rinnovabili. Un settore su cui la nostra azienda ha deciso di incentrare la metà dei propri investimenti, come definito nel piano industriale al 2016-19. Vi è inoltre il tema delle minigrids. Si tratta di soluzioni che si avvicinano ad ambiti dell'economia circolare, sia come produzione rinnovabile sia come sostituzione di un prodotto con un servizio. Il nostro gruppo sta portando la propria tecnologia rinnovabile in America Latina e in Africa, dove stiamo sperimentando delle soluzioni che uniscono rinnovabili (pannelli solari o mini eolico), minigrids (ovvero piccole reti di distribuzione) e sistemi di storage (batterie) che consentono a chi vive in luoghi isolati non connessi a reti energetiche di dimensione nazionale, di poter comunque avere accesso a un servizio elettrico”.

Un'iniziativa che declina l’obbiettivo di facilitare l’accesso all’energia in un’ottica di business, perché, grazie anche all'innovazione digitale, i clienti possono gestire la propria fornitura elettrica attraverso un App, tracciando i consumi e acquistando elettricità pur non avendo una connessione alla rete.

Un altro esempio di come Enel sta applicando la circular economy nel proprio business e che indirettamente si lega allo sviluppo nel nostro Paese delle rinnovabili, è il progetto Futur-e. “Il nostro gruppo ha definito un percorso di dismissione di 23 centrali termoelettriche, per un totale di 13 GW, ormai non più competitive con l'obiettivo di dare una seconda vita a questi impianti che fino a ieri hanno contribuito alla crescita dei territori. Ed è proprio con le realtà locali che stiamo lavorando attraverso il progetto Futur-e per individuare in modo condiviso, attraverso bandi pubblici e concorsi di idee, possibili soluzioni circolari e sostenibili e di lungo periodo in grado di trasformare queste centrali in una nuova opportunità di sviluppo”.

Ad esempio per la centrale di Alessandria è stato individuato un progetto per trasformare l'impianto in un parco per sport estremi. In pratica si sta cercando il modo per 'riciclare' l'impianto cambiandone la destinazione d'uso. “Non ci siamo inventati nulla – sottolinea Tedeschi – è lo stesso modello utilizzato a Londra per la Tate Gallery, nata proprio da una vecchia centrale elettrica, o per il Museo d'Orsai a Parigi, ospitato in una stazione ferroviaria in disuso”.

La squadra di Sostenibilità di Enel, assieme alle Divisioni, sta ragionando per definire un approccio sistemico all'economia circolare. “Stiamo analizzando possibili ambiti – conclude Tedeschi – per valutare le diverse opportunità, sia su settori esistenti sia su nuovi. L'obiettivo è ispirare una prassi aziendale orientata a valutare sempre i benefici dell’approccio circular applicato al business”.