Il valore condiviso per uno sviluppo sostenibile

Pubblicato il giovedì, 29 settembre 2016

Enel si è impegnata a contribuire direttamente a 4 dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) delle Nazioni Unite, all’interno del network di imprese UN Global Compact Italia.

L’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, sottoscritta a settembre 2015 dai governi di 193 Paesi, ha delineato una visione di lungo termine a livello globale per contrastare povertà, fame e malattie. In questo processo, il settore privato è chiamato a giocare un ruolo chiave: non a caso, al tavolo della COP21 di Parigi – la Conferenza ONU sul cambiamento climatico – per la prima volta ha partecipato anche un gruppo di aziende, che in un sistema economico di libero mercato sono di fatto i principali attori del processo di decarbonizzazione. Tra queste Enel, che dal 2004 è membro del Global Compact, l’organizzazione delle Nazioni Unite formata dalle prime cinquanta aziende a livello mondiale che applicano principi etici circa la tutela dei diritti umani, dei lavoratori e dell'ambiente e sulla lotta alla corruzione.

Nel nostro Paese, la Fondazione Global Compact Network Italia (GCNI) è impegnata per favorire l’incremento delle adesioni e promuovere l’adozione di pratiche di sostenibilità da parte delle imprese e delle organizzazioni italiane. La GCNI ha impostato le linee guida dei primi due incontri tra aziende italiane – i Business & SDGs High-Level Meeting, che hanno avuto luogo di recente a Roma e a Venezia - per costruire una “massa critica qualitativa” che agisca da punto di riferimento per una nuova cultura d’impresa a livello nazionale ed europeo.

Per Enel, che ha ospitato l’incontro di Roma nella sede di Villa Lazzaroni, la sostenibilità ambientale, sociale ed economica è uno dei pilastri del presente e del futuro dell’energia. L’azienda elettrica si è impegnata a contribuire direttamente al raggiungimento di quattro dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) definiti dalle Nazioni Unite. Tra gli scopi a medio termine (da conseguire entro il 2020), oltre a garantire l’accesso all’elettricità a 3 milioni di persone che oggi ne sono prive, l’azienda elettrica finanzierà progetti educativi che coinvolgeranno circa 400mila persone e darà il suo apporto per l’occupazione e la crescita economica di altri 500mila individui. Entro il 2050 Enel punta invece a tagliare il traguardo della carbon neutrality, eliminando totalmente l’emissione di CO2 in tutte le sue attività produttive.

Ogni attività dell’azienda elettrica rientra in un modello di creazione di valore condiviso (CSV – Creating Shared Value): dal business development alla fase di ingegnerizzazione e costruzione di un impianto, fino alla sua gestione quotidiana. Enel ha sviluppato un piano di CSV con progetti e attività in linea con gli SDGs. Alla fine del 2015, fondi di investimento socialmente responsabili (SRI) possedevano il 7,7 per cento del capitale sociale del gruppo Enel (in aumento rispetto a dicembre 2014, quando era il 5,9 per cento), che corrisponde al 10,3 per cento del flottante (8,6 per cento a fine 2014). Dati che testimoniano l’importanza della sostenibilità e della CSV come strumenti per attrarre investitori e generare valore per il Gruppo.