Trasformare per innovare. Ex cabina elettrica diventa Campus universitario

Pubblicato il venerdì, 4 novembre 2016

A Dalmine, in Lombardia, una cabina primaria di Enel diventa un nuovo spazio funzionale per la facoltà d'ingegneria dell'università di Bergamo. Un esempio di cosa significa essere Open Power.

“Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”. Il postulato di Lavoisier che descrive la legge della fisica meccanica classica della conservazione della massa, si può applicare anche a una cabina elettrica.

Per farlo la ricetta è semplice: basta far incontrare spirito d’iniziativa, esigenze del territorio e di un’azienda come Enel e capacità di innovazione.

È così che in Lombardia, l’ex cabina primaria di e-distribuzione sta rinascendo trasformandosi in un nuovo spazio della Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Bergamo. Negli oltre 5.700 metri quadrati della struttura, troveranno spazio laboratori ad alto contenuto tecnologico, aule informatiche, ambienti dedicati agli studenti e sale per i docenti. Nella parte esterna sorgerà un’isola verde al cui interno saranno ospitate anche zone studio all’aperto.

La nuova destinazione d’uso dell’area è il risultato di un accordo tra e-distribuzione e l’ateneo bergamasco e prevede la cessione all’Università. Cessione che ha permesso di inserire gli spazi occupati dall’ex cabina primaria di via Marconi nel Piano di Riqualificazione delle aree industriali concordato con la Regione Lombardia.

Per agevolare la rapida riconversione della struttura, i tecnici Enel sono stati impegnati nello smantellamento di tutte le componenti elettriche e di circa due chilometri di cavi aerei, sostituiti da una nuova linea interrata con un minore impatto ambientale. I lavori per la riconversione dell'edificio, seguiti dall'amministrazione dell'ateneo, saranno avviate all'inizio del nuovo anno per completarsi entro il 2019.

L’accordo con l’ateneo di Bergamo, sottolinea Vincenzo Di Luozzo, Responsabile di e-distribuzione per la Lombardia, “rappresenta per noi un nuovo modo di creare valore per il territorio.

La riqualificazione dell’area, che per tanti anni ha ospitato la nostra cabina primaria, ha richiesto un investimento significativo per la realizzazione di una nuova linea a basso impatto ambientale. Siamo lieti di avere creato le condizioni per ridare vita a questi spazi e avere contribuito alla sviluppo di una città sempre più vivibile e smart”.

“L’intervento di recupero – ha commentato il Rettore dell’Ateneo di Bergamo Remo Morzenti Pellegrini - sarà un tassello fondamentale per il polo tecnologico e ingegneristico dell'Università di Bergamo: l'ex cabina Enel di via Marconi infatti ha tutte le caratteristiche per rappresentare il completamento naturale del Campus di Ingegneria”.

Un’operazione (quella di riqualificazione di un’infrastruttura della rete di distribuzione) che non è nuova per Enel. A Milano la cabina primaria di Via Rubattino è stata trasformata nel centro di eccellenza internazionale delle Smart Grids del nostro Gruppo.

L’edificio, nato come sala quadri di una stazione elettrica della rete dell’area nord di Milano, è stato adibito più di dieci anni fa a laboratorio per testare gli apparati installati nelle cabine primarie e secondarie e nelle sale operative. In vista dell’Expo di Milano un piano di ristrutturazione ha trasformato, dentro e fuori, la vecchia cabina nello “Smart Grid Lab”. Qui è stata testata la rete intelligente che ha alimentato la smart city di Expo 2015, e si continuano a effettuare prove sulle nuove tecnologie di rete.

La sede di via Rubattino, il cui edificio è stato adeguato alle più avanzate normative di risparmio energetico, è stata inoltre adibita a moderno show room delle innovazioni di Enel, ospitando visite di delegazioni internazionali e convegni sulle smart grid, oltre a percorsi di formazione per ingegneri e tecnici della business line Infrastrutture e Reti delle diverse Country Enel.

Un approccio al cambiamento che ispira anche Futur-e, il programma di riconversione, lanciato un anno fa da Enel, per dare una seconda vita alle centrali termoelettriche ormai obsolete presenti in Italia. Un’iniziativa realizzata in sinergia con i territori e che a breve vedrà la promozione di nuovi concorsi d’idee per trasformare queste infrastrutture in opportunità.

Un tema che il prossimo 29 settembre sarà anche al centro di un work-shop ospitato al PoliHub del Politecnico di Milano.