Enel, un anno a caccia di giovani promesse

Pubblicato il martedì, 17 gennaio 2017

“Tradizionalmente le utilities sono organizzazioni complesse e non sempre innovative, per questo abbiamo deciso di fare innovazione aprendoci all’esterno”.

Con queste parole il CEO di Enel Francesco Starace ha aperto l’Innovation Boot Camp a Roma, lo scorso 13 gennaio, una giornata di incontri tra 14 delle più promettenti startup europee e le business unit del Gruppo. Un appuntamento reso possibile dalla piattaforma SEP (Startup Europe Partnership), finanziata dalla Commissione Europea, alla quale Enel ha aderito nel 2014 e che aveva già prodotto un incontro di scouting di “giovani promesse” lo scorso luglio a Londra.

Si fa presto a dire innovazione. Le startup invitate a Roma, provenienti da 10 paesi europei (Italia, Gran Bretagna, Francia, Germania, Finlandia, Olanda, Svezia, Belgio, Portogallo, Svizzera) avevano già superato una prima rigorosa selezione da parte di Enel e hanno potuto presentare i propri progetti con incontri “one-to-one” a 6 diverse business unit.

Come spiega Ernesto Ciorra, Head of Innovation and Sustainability di Enel, “molte aziende parlano di startup, noi vogliamo farla: le startup hanno bisogno di noi come noi abbiamo bisogno di loro”. Delle 1.400 aziende incontrate da Enel negli ultimi anni, ne sono state prese in considerazione inizialmente 240, si sono ipotizzati progetti con circa 120, mentre sono 80 quelle con cui Enel sta effettivamente collaborando. Oggi - spiega sempre Ciorra – avere una start up come partner è per Enel possibile soprattutto grazie a una rivoluzione culturale e organizzativa voluta dall’amministratore delegato”.

Una “rivoluzione” che ha portato all’apertura del primo Enel Innovation Hub a Tel Aviv, il primo incubatore fondato da un’azienda italiana in Israele, uno dei paesi più attrattivi per le nuove aziende. Un modello che sarà presto replicato in Silicon Valley e a Singapore. La strategia di Enel è di operare come un partner strategico industriale, semplificando la burocrazia tipica dell’ufficio acquisti di una grande aziende, fornendo il know-how, le strutture e una rete internazionale per sostenere le start-up con il più alto potenziale, attraverso partnership con fondi di venture capital, università, centri di ricerca e incubatori.

Altre iniziative sviluppate da Enel in questa direzione sono il coordinamento del progetto Incense, un incubatore d’impresa realizzato da un consorzio cofinanziato dalla Commissione europea tramite il programma FIWARE, nato grazie a Enel ed Endesa (controllata del Gruppo), insieme all’incubatore danese di startup energetiche Accelerace e FundingBox, prima e più importante piattaforma pubblica per nuove imprese e ricercatori.

Infine, alcuni giorni fa è stato assegnato il bando della Call for disruption Energy, promosso da Enel, Intermonte, Consilia e Ascomfidi per la promozione di progetti innovativi nel settore dell’energia e della green economy. Il vincitore è Elemize, giovane azienda specializzata nell’ottimizzazione dei sistemi di accumulo e distribuzione di energia autoprodotta. Un’azienda made in Italy.