La rivoluzione dell’auto elettrica riparte da Milano

Pubblicato il mercoledì, 15 febbraio 2017

Milano capitale della mobilità elettrica. Il capoluogo lombardo ha fatto segnare un nuovo passo avanti nel settore, grazie al concorso di Enel, A2A e Class Onlus, i tre sperimentatori della rete di ricarica che, insieme ad Hera, hanno lanciato nel 2016 il documento per lo sviluppo dei mezzi di trasporto non inquinanti noto come “Carta di Arese”.  Durante la giornata di seminari dedicati al futuro sostenibile delle città italiane importanti novità sono emerse sia in merito alle regole per l’accesso al centro urbano meneghino, entrate in vigore proprio il 13 febbraio, sia sulle risorse più innovative destinate al mondo delle quattro ruote.

I guidatori di auto elettriche sono ora gli unici dispensati dal pagare il ticket d’ingresso all’Area C di Milano, da anni soggetta a limiti di circolazione per via dei tanti modelli non ancora adeguati agli standard ambientali. Vantaggio analogo viene riservato ai mezzi di trasporto elettrici per le merci, che possono circolare liberamente nel centro di Milano anche fra le ore 8 e le 10.

In arrivo poi un bando che avvierà nella metropoli lombarda, a livello sperimentale, un servizio triennale di gestione per 28 isole digitali riservate alla ricarica dei quadricicli, così come di 32 colonnine per la ricarica elettrica: fra il 2017 e il 2018 saranno messi a disposizione ben 315 punti di alimentazione per 854 piazzole, rispetto alle 344 dei 60 punti odierni. Su questo fronte si rivela determinante la spinta di Enel anche a livello nazionale: grazie al progetto Eva+, è infatti prevista l’installazione di 200 colonnine per ricarica veloce sull’intera rete autostradale.

I seminari hanno infine tracciato una panoramica su tutte le agevolazioni, le convenzioni e i contributi per la mobilità elettrica in Italia, settore dalle potenzialità enormi, benché ancora poco conosciuto dagli italiani: gli stessi utilizzatori di auto elettriche in media non percorrono più di 60 chilometri al giorno. Finalmente sono stati però definiti i criteri obbligatori per le installazioni utili alla mobilità sostenibile, adeguando il PNire - Piano nazionale infrastrutturale per la ricarica degli autoveicoli alimentati a elettricità - attraverso il decreto di recepimento della direttiva europea AFI.

Al contributo di Enel è stato affiancato quello di numerosi altri protagonisti della filiera elettrica, incluse aziende che si occupano di infrastrutture, come A2A e RSE, ma anche di realtà attive nel campo dei servizi sostenibili o della produzione auto, tra cui FN Mobilità Sostenibile, Nissan e Cobat, il Consorzio Nazionale Raccolta e Riciclo.