Il futuro è green e circular

Pubblicato il martedì, 6 giugno 2017

Per un futuro davvero green la strada da percorrere segue i principi dell’economia circolare e il driver principale è la tecnologia che permette di produrre energia sostenibile.

Questo è quanto emerso all’evento organizzato da Enel e dal Kyoto Club per la Giornata mondiale dell’ambiente, in un momento in cui questi temi sono stati posti al centro dell’attualità politica internazionale.

Fili conduttori della giornata sono state le tematiche della decarbonizzazione e della economia circolare, fondamentali nella strategia di Enel, come spiega in apertura Carlo Tamburi, direttore Country Italia di Enel.

Tamburi definisce “straordinaria” firma di un documento comune sui 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) dell’Onu, da parte delle sei principali associazioni dell’impresa e della finanza italiane, il 1 giugno a Milano, nell’ambito del Festival dello Sviluppo sostenibile

“Da qualche anno Enel è in prima linea per il suo impegno sulla sostenibilità: abbiamo adottato 4 degli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Onu che ci impegniamo a raggiungere entro il 2020 e che sono oggetto di reportistica puntuale anche all’interno delle comunicazioni alla comunità finanziaria”

– Carlo Tamburi, direttore country Italia di Enel

Durante il convegno si è discusso in particolar modo del ruolo di come le imprese, nell’affrontare queste sfide, siano più avanti dei partiti e dell’agenda politica, anche se il tessuto produttivo tipicamente italiano di piccole e medie imprese paga un prezzo più alto degli altri Paesi in termini di investimenti in ricerca e tecnologia.

Enel punto di riferimento

“Enel è diventata un punto di riferimento per le nostre imprese” spiega Gianni Silvestrini, direttore scientifico del Kyoto Club, “purtroppo in Italia manca una strategia energetica nazionale chiara: oggi grazie all’abbassamento dei costi di tecnologia gli incentivi non servono più, il fotovoltaico sarà la tecnologia regina nella transizione energetica”. La scelta di Trump? “È un boomerang, perché anche le imprese Usa sono favorevoli all’accordo di Parigi, il processo è irreversibile, addirittura la California ha deciso di anticipare i tempi fissando al 2045 il passaggio completo alle rinnovabili”. 

Il modello Enel è citato anche da Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente, e da Andrea Bianchi, direttore Politiche Industriali Confindustria, il quale ricorda che “fino a 20 anni fa le imprese erano parte del problema, oggi sono la soluzione”, come dimostra il documento a favore di decarbonizzazione ed economia circolare firmato al B7 di aprile. 

“Oggi le imprese competono sull’innovazione e chiedono regole di competizione omogenee nella fase di transizione: Industria 4.0 è un salto di qualità ma servono anche scelte di politica industriale precise, per esempio sulla mobilità elettrica”

– Gianni Silvestrini, direttore Kyoto Club

Secondo Zanchini per il futuro del nostro Paese “non ci sono alternative all’economia circolare, grazie alla quale storici problemi italiani su fonti di energia e materie prime potranno trovare una risposta. L’esempio di Enel è un valore che, a catena, si riflette su tutta la filiera, per esempio quando indica nei capitolati di gara le categorie di materiale da riciclo”.

Il nuovo paradigma

Spetta a Enrico Viale, direttore Global Thermal Generation di Enel, spiegare una delle applicazioni del modello di economia circolare in Enel.

“La tecnologia ci ha permesso di produrre in maniera sempre più sostenibile. Con Futur-e diamo nuova vita a 23 centrali che hanno fatto la crescita industriale italiana: un progetto di economia circolare realizzato insieme a comunità e altri partner per creare valore condiviso”

– Enrico Viale, direttore Global Thermal Generation di Enel

“La sostenibilità non è un costo, ma un’opportunità: oggi per la finanza è troppo alto il rischio di non investire sulle imprese green e sulle rinnovabili” spiega Anna Monticelli di Intesa Sanpaolo, mentre per Beatrice Lamonica di Accenture Strategy, l’economia circolare “non è solo valorizzazione dei rifiuti, ma è innovazione”.

Purtroppo l’Italia non ha ancora una strategia nazionale sull’economia circolare, a differenza di Austria, Germania e Finlandia, lamenta Roberto Morabito, direttore Dipartimento Sostenibilità dei sistemi produttivi e territoriali dell’ENEA, che proporrebbe l’istituzione di un’Agenzia Nazionale sull’uso efficiente delle risorse energetiche.

“L’economia circolare non è solo economia dei rifiuti: chiede un ripensamento all’origine della produzione e del manufatto” conclude Raffaele Tiscar, Capo di Gabinetto del Ministero dell’Ambiente, che in conclusione conferma l’approvazione entro luglio della strategia nazionale sullo sviluppo sostenibile da parte del Consiglio dei Ministri.

Un documento molto atteso da tutti quei mondi che in queste settimane hanno animato i più di 200 appuntamenti del Festival dello sviluppo sostenibile in tutta Italia. Enel in testa.