ACCOLTA LA NUOVA OFFERTA PER INTERPOWER. APPROVATI I RISULTATI DEL TERZO TRIMESTRE 2002

Published on martedì, 12 novembre 2002

Roma, 12 novembre 2002 – Il Consiglio di Amministrazione dell’Enel, riunitosi oggi sotto la presidenza di Piero Gnudi, ha deliberato di accettare l’offerta presentata dal raggruppamento Energia Italiana - Electrabel - Acea per l’acquisto del 100% di Interpower. Il prezzo offerto dopo la richiesta di un rilancio è risultato pari a 551 milioni di euro che, tenendo conto dell’indebitamento infragruppo di 323 milioni di euro, rappresenta un valore complessivo della transazione pari a 874 milioni di euro. Enel ha quindi avviato le procedure per i necessari adempimenti relativi alla cessione. Con la cessione di Interpower, la più piccola Genco con una capacità installata di 2611 MW e impianti a Genova, Napoli, Civitavecchia e Vado Ligure, Enel ha completato, entro il termine del 31 dicembre 2002, le dismissioni di capacità produttiva previste dal Decreto Bersani per un totale di 15.057 MW. Il controvalore complessivo della cessione delle tre Genco è risultato dell’ordine di 8,3 miliardi di euro. Il consiglio di amministrazione ha inoltre approvato i dati consolidati relativi alla gestione del terzo trimestre 2002. I RISULTATI DEI PRIMI NOVE MESI DEL 2002 I dati dei primi nove mesi del 2001 sono considerati nella versione pro-forma che esclude Elettrogen e Valgen per l’intero periodo ed Eurogen dal terzo trimestre, mentre includono Infostrada dal 1° gennaio 2001. L’energia trasportata sulla rete di distribuzione dell’Enel è pari a 189,7 TWh, in calo dello 0,8% rispetto ai 191,1 TWh registrati nello stesso periodo dell’anno precedente per effetto della cessione delle reti metropolitane di Roma e Torino. Nei primi nove mesi del 2002, i volumi totali venduti da Enel sul mercato vincolato sono risultati pari a 122,5 TWh, con una riduzione di 13,3 TWh rispetto ai primi 9 mesi del 2001 a causa del passaggio al mercato libero di quote di vendite in alta e media tensione e della citata cessione delle reti urbane di Roma e Torino. Le vendite del Gruppo Enel sul mercato libero sono state di 22,5 TWh, con una quota di circa il 33%. I ricavi, pari a 21.696 milioni di euro, sono in leggero calo (-1,5%) rispetto ai primi nove mesi del 2001. I maggiori ricavi di WIND, delle attività internazionali e del gas compensano la riduzione dei ricavi dell’energia elettrica in Italia, dovuta all’impatto regolatorio e alla flessione dei prezzi dei combustibili. Il margine operativo lordo (EBITDA) ammonta a 5.794 milioni di euro (6.336 milioni di euro nei primi nove mesi del 2001, -8,6%). La gestione operativa migliora di circa 860 milioni di euro. I principali componenti sono: l’aumento dei margini delle telecomunicazioni (+518 milioni di euro), delle aree Mercato, Infrastrutture e Reti (+214 milioni di euro), delle attività internazionali (+130 milioni di euro). Tale miglioramento compensa in parte la seguente serie di fattori esogeni negativi:  impatto regolatorio (445 milioni di euro), tra cui: cancellazione del bonus tariffario di 0,31 centesimi di euro al kWh, introduzione dei “certificati verdi” e blocco delle tariffe;  minori ricavi a carattere non ricorrente (265 milioni di euro), tra i quali i minori riconoscimenti relativi a impianti Cip 6 pregressi;  minore produzione idroelettrica, diversa dinamica del rimborso dei costi per il combustibile e riduzione dei margini sull’import di energia (720 milioni di euro). La riduzione complessiva dei costi per personale e risorse esterne è stato pari a 160 milioni di euro, di cui 130 milioni di euro nelle aree Mercato, Infrastrutture e Reti. Il risultato operativo (EBIT), pari a 2.160 milioni di euro (2.740 milioni nei primi nove mesi del 2001, -21,2%), rispecchia l’andamento dell’EBITDA ed include maggiori accantonamenti per 47 milioni di euro e minori ammortamenti per 9 milioni di euro. Partite straordinarie. Le partite straordinarie nette sono positive per 415 milioni di euro. Rispetto ai primi sei mesi dell’esercizio in corso, tali partite straordinarie variano di -82 milioni di euro per effetto di svalutazioni di attivo fisso e di incentivi all’esodo del personale. Si ricorda che nei primi sei mesi del 2002 sono già state contabilizzate, fra l’altro, plusvalenze per la vendita di Eurogen pari a 2.340 milioni di euro, che si contrappongono ai 1.511 milioni di euro relativi alla svalutazione dell’avviamento di WIND. Imposte sul reddito. Le imposte sul reddito dei primi nove mesi del 2002 ammontano a 428 milioni di euro, con un’incidenza del 25,5% influenzata dalla tassazione ad aliquota ridotta della plusvalenza sulla cessione di Eurogen e dai benefici legati alla “Legge-Tremonti bis”. L’effetto del decreto legge numero 209 del 24 settembre 2002, relativo alla deducibilità differita delle svalutazioni di partecipazioni, impatta in modo limitato sul risultato del periodo. L’utile netto risulta pari a 1.393 milioni di euro (1.524 milioni di euro nei primi nove mesi del 2001, -8,6%). La situazione patrimoniale consolidata registra un patrimonio netto complessivo pari a 20.250 milioni di euro (20.274 milioni di euro al 30 giugno 2002) e un indebitamento finanziario netto pari a 23.377 milioni di euro, in flessione (-2,3%) rispetto ai 23.932 milioni di euro al 30 giugno 2002. Il capitale investito netto risulta pari a 43.627 milioni di euro rispetto ai 44.206 milioni di euro del 30 giugno 2002. L’incidenza dell’indebitamento sul patrimonio netto a fine periodo si riduce a 1,15 rispetto a 1,18 al 30 giugno 2002. I dipendenti del Gruppo al 30 settembre 2002 sono pari a 72.764, in calo di 304 unità rispetto al 30 giugno 2002. I RISULTATI DEL TERZO TRIMESTRE 2002 Per un confronto omogeneo con i dati del terzo trimestre 2001, questi ultimi sono considerati nella versione pro-forma che esclude Elettrogen (ceduta nel settembre del 2001) ed Eurogen (ceduta alla fine di maggio 2002). I ricavi, pari a 7.292 milioni di euro, sono in linea con quelli del terzo trimestre 2001 (+0,4%). I maggiori ricavi di WIND, delle attività internazionali e del gas compensano la riduzione dei ricavi dell’energia elettrica in Italia dovuta all’impatto regolatorio e alla flessione dei prezzi dei combustibili. Il margine operativo lordo (EBITDA) ammonta a 1.925 milioni di euro, in leggero calo rispetto a quello dello stesso periodo del 2001 (1.970 milioni di euro, -2,3%). La crescita del margine di WIND (+154 milioni di euro) e delle attività internazionali (+41 milioni di euro), oltre alla riduzione dei costi operativi, hanno pressoché compensato l’impatto regolatorio, il minore apporto di partite non ricorrenti e la diversa dinamica del rimborso dei costi per il combustibile. Il risultato operativo (EBIT) è pari a 712 milioni di euro (749 milioni di euro nel terzo trimestre 2001, -4,9%) in presenza di ammortamenti e accantonamenti pressoché stabili. Partite straordinarie. Le componenti straordinarie nette sono negative per 82 milioni di euro, di cui 30 milioni di euro relativi a svalutazioni di attivo fisso e 23 milioni di euro per incentivi all’esodo del personale, mentre nel terzo trimestre del 2001 erano positive per 212 milioni di euro. Imposte sul reddito. Le imposte del terzo trimestre 2002 sono pari a 354 milioni di euro (+171 milioni di euro rispetto al corrispondente periodo del 2001), scontando principalmente l’impatto delle recenti modifiche normative in materia di svalutazione delle partecipazioni e una cauta valutazione delle diverse agevolazioni fiscali. L’utile netto è pari a 18 milioni di euro (536 milioni di euro nel terzo trimestre 2001). Il risultato risente essenzialmente delle maggiori imposte sul reddito e del diverso andamento delle partite straordinarie. Alle ore 17,45 il CFO Fulvio Conti terrà una conference call per gli analisti finanziari e gli investitori istituzionali. Il materiale di supporto a questa conference call è disponibile sul sito www.enel.it , nella sezione “investor relations”. I giornalisti potranno ascoltare la conference call collegandosi al numero: 071.2861932
Economico | novembre, 12 2002

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