ENEL ACQUISIRA IL CONTROLLO DI UNA CENTRALE A LIGNITE DA 900 MW IN BULGARIA

Published on mercoledì, 5 marzo 2003

E’ il primo passo della nuova strategia di espansione all’estero di Enel. L’impianto utilizza la lignite della vicina miniera, ha costi di produzione competitivi ed è al centro di un’area strategica ben interconnessa anche con l’Italia
Roma, 5 marzo 2003 – L’accordo raggiunto oggi prevede che Enel subentri progressivamente alla società statunitense Entergy in una joint venture (Maritza East III Power Company) con l’ente elettrico statale bulgaro NEK, che sarà proprietaria e provvederà all’ammodernamento, ambientalizzazione e gestione della centrale termoelettrica Maritza East III, situata a Stara Zagora nella Bulgaria sud-orientale. Al completamento dell’operazione, Enel avrà il pieno controllo della società con una percentuale superiore al 70%. L’impegno finanziario di Enel, comprensivo del 60% della quota Entergy nella joint venture acquisito oggi e dell’esercizio dell’opzione sulla restante quota di Entergy (40%), varia tra i 110 e i 140 milioni di euro, a seconda delle condizioni di esercizio dell’opzione che sono legate all’andamento economico-finanziario del progetto. “L’operazione rientra nel piano strategico di crescita di Enel in Europa. L’area dei Balcani – ha detto l’amministratore delegato Paolo Scaroni - è di notevole interesse per i processi di liberalizzazione e privatizzazione del settore elettrico che stanno avvenendo: l’Enel dispone di un’esperienza specifica che può rivelarsi determinante per il buon esito del processo. La Bulgaria, poi, – ha sottolineato Scaroni – è particolarmente interessante per la prospettiva di liberalizzazione del mercato elettrico, per la disponibilità di risorse energetiche estremamente competitive come la lignite e per la capacità di esportazione di energia elettrica verso la Turchia, la Grecia e l’Italia.” L’impianto, realizzato a cavallo tra gli anni ’70 ed ’80, ha una potenza installata di 840 MW ed è composto da 4 unità da 210 MW ciascuna, alimentate con la lignite estratta dalla vicina miniera e dispone di un contratto di vendita dell’energia prodotta alla NEK, della durata di 15 anni oltre alla durata degli interventi di ammodernamento ed ambientalizzazione. Il piano di ammodernamento consentirà di allungare la vita della centrale, mentre la realizzazione di un impianto di desolforazione renderà le emissioni compatibili con gli standard internazionali. Dopo la ristrutturazione, l’impianto sarà in grado di generare una potenza di circa 900 MW, e sarà la centrale di riferimento dell’intero sistema elettrico bulgaro e una delle più competitive della regione per costo di produzione. L’investimento complessivo, pari a circa 600 milioni di Euro, è previsto secondo uno schema di project financing; gli enti finanziatori sono la Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo, Banca Mediocredito (gruppo UniCredito Italiano), Crédit Agricole e Société Génerale.
Economico | marzo, 05 2003

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