ENEL: LA NUOVA NORMATIVA FISCALE NON INCIDE SUL CONTO ECONOMICO

Published on martedì, 18 ottobre 2005

  •  L’effetto finanziario dell’anticipazione nel pagamento delle imposte è stimato in circa 550 milioni di euro su base consolidata per il 2005.
  • Confermata l’annunciata politica dei dividendi e il programma di investimenti in Italia e di crescita all’estero.


Roma, 18 ottobre 2005 - Il Consiglio di Amministrazione di Enel SpA, riunitosi oggi sotto la presidenza di Piero Gnudi, ha esaminato gli effetti sui conti del Gruppo del decreto legge approvato il 14 ottobre scorso. La nuova disciplina, all’articolo 2, modifica la tempistica e non il valore della deducibilità fiscale degli ammortamenti dei beni strumentali per le attività regolate, facendo coincidere la vita fiscale di tali beni con quella deliberata a fini tariffari dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas. Ciò determina un‘anticipazione nel pagamento delle imposte, correlata al rinvio nel tempo della deducibilità fiscale degli ammortamenti.

La norma quindi non produce impatti sul conto economico se non per gli effetti finanziari conseguenti all’anticipato pagamento delle imposte. Per il Gruppo Enel, relativamente al 2005, tale anticipazione è stimata pari a circa 550 milioni di euro che non compromette il già annunciato piano di crescita della Società.

L’applicazione della nuova disciplina non comporta alcuna modifica nella annunciata politica dei dividendi, che prevede un pay-out pari al 100% dell’utile netto ordinario - stimato in crescita - e il pagamento di non meno di 0,42 euro per azione per ciascuno degli esercizi 2005, 2006 e 2007, la cui distribuzione è programmata con cadenza semestrale.
Si ricorda che per l’esercizio 2005 al dividendo minimo di 0,42 euro per azione si aggiunge l’acconto di 0,19 euro per azione, in distribuzione a decorrere dal 24 novembre prossimo, e derivante dalla cessione di quote della partecipazione posseduta da Enel in Terna.

Rimane altresì confermata l’annunciata disponibilità nel periodo 2005-2009 di circa 13 miliardi di euro per investimenti in Italia, da utilizzare per ridurre i costi di generazione, attraverso l’ammodernamento del parco centrali, e per migliorare la qualità del servizio.

Economico | ottobre, 18 2005

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