CDA ENEL: PIU CARBONE PULITO E FONTI RINNOVABILI PER GARANTIRE SICUREZZA E COMPETITIVITA ALL ITALIA

Published on giovedì, 16 febbraio 2006

  • Confermata la validità della strategia di diversificazione delle fonti.
  • Se la centrale di Torrevaldaliga Nord fosse entrata in funzione all’inizio del 2005 si sarebbero risparmiati a oggi 3 miliardi di metri cubi di gas, evitando l’emergenza.
  • Mandato ai legali per avviare tutte le azioni necessarie a difesa della conversione della centrale di Civitavecchia.


Roma, 16 febbraio 2006 - Il Consiglio di amministrazione dell’Enel, riunitosi oggi sotto la presidenza di Piero Gnudi, ha ribadito all’unanimità la validità del piano di ammodernamento della capacità produttiva della società, che ha già comportato la conversione di numerosi impianti da olio combustibile a ciclo combinato alimentato a gas, la conversione di alcune centrali sul mare da olio combustibile a carbone e un ulteriore sviluppo delle fonti rinnovabili.

Il Cda ha espresso quindi la propria volontà di opporsi alla intempestiva e a sua giudizio infondata decisione della Giunta regionale Lazio di imporre la sospensione dei lavori a mare nella centrale di Civitavecchia.

L’adozione delle più moderne tecnologie di cattura delle emissioni, e la maggiore efficienza degli impianti, ha ricordato il Cda, rendono oggi l’uso del carbone compatibile anche con le più severe norme ambientali che entreranno in vigore nel 2008. Il progetto non solo riduce di oltre l’80% il livello di emissioni rispetto al precedente impianto a olio combustibile, ma prevede un funzionamento in condizioni ulteriormente migliorative anche rispetto ai limiti di emissione già previsti dal decreto di VIA. Il Cda ha inoltre sottolineato come la disponibilità del carbone in molti paesi del mondo, e le sue riserve stimate di gran lunga superiori a quelle degli idrocarburi, ne fanno un combustibile conveniente e indispensabile in un mix equilibrato di fonti primarie destinate alla produzione di energia elettrica.

In un contesto che sta evidenziando la drammatica fragilità strutturale dei sistemi di approvvigionamento del gas naturale, e i pericoli che possono derivare da un eccessivo sbilanciamento nella produzione di energia elettrica verso un solo tipo di combustibile, la diversificazione delle fonti primarie, dei Paesi fornitori e delle modalità di approvvigionamento diventa ancora più urgente e strategica per assicurare al paese la sicurezza energetica e una maggiore competitività.

Se la nuova centrale di Civitavecchia fosse entrata in servizio all’inizio del 2005, a oggi sarebbe stato possibile un risparmio di circa 3 miliardi di metri cubi di gas, risparmio che avrebbe evitato l’emergenza che il Paese si è trovato ad affrontare negli ultimi mesi.

Il Cda ha quindi ribadito la validità della scelta di favorire un maggiore ricorso al carbone nella produzione di elettricità in Italia, con l’obiettivo di raggiungere una quota simile a quella che si riscontra nella media europea, come unica via concretamente percorribile in tempi certi per allineare i prezzi dell’energia elettrica italiana a quelli dei maggiori paesi europei, aumentando così la capacità competitiva delle nostre imprese e migliorando i bilanci delle famiglie italiane.

L’impegno di Enel in Italia e nel mondo per lo sviluppo di nuovi impianti che impiegano fonti rinnovabili (idroelettrici, geotermici, eolici, solari termici, biomasse e biocombustibili) consentirà alla società di rispettare complessivamente gli impegni presi sulla riduzione delle emissioni di gas effetto serra. Nella stessa Regione Lazio sono possibili significativi investimenti in questa direzione, oltre a l’insediamenti di centri di ricerca per lo sviluppo delle tecnologie più innovative (idrogeno, sequestro della CO2).

Il Cda ha quindi condiviso la decisione dell’amministratore delegato Fulvio Conti di avviare tutte le necessarie iniziative legali a tutela dell’operatività del cantiere di conversione della Centrale di Torrevaldaliga Nord e a risarcimento dei danni economici derivanti dall’ordinanza della Regione Lazio.

Economico | febbraio, 16 2006

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