COL CONTRIBUTO DI ENEL NASCE IL PROGETTO BIODIESEL DI ROMA

Published on venerdì, 16 marzo 2007

  • Gasolio “verde” per gli autobus di Roma: ogni anno risparmiate emissioni per 40.000 tonnellate di CO2.
  • Voluto dal sindaco Veltroni e dall’assessorato all’agricoltura della regione Lazio è il primo piano integrato per la produzione e l’utilizzo di combustibili di origine vegetale.


Roma, 16 marzo 2007 – Con l’accordo raggiunto oggi, Roma intende diventare la capitale anche nella produzione e nell’utilizzo di combustibili di origine vegetale. L’obiettivo è avere aria più pulita e meno gas effetto serra in atmosfera. Il progetto presentato, infatti, è in grado di cancellare le emissioni di anidride carbonica (CO2) dovute al consumo di elettricità di un quartiere di 40.000 abitanti: circa una tonnellata di CO2 in meno a testa. Come? Il 20% del gasolio usato dai servizi di trasporto pubblico di Roma sarà sostituito con biodiesel, il combustibile ricavato dalla lavorazione dei semi di girasole, soia o colza. Enel mette a disposizione i suoi impianti e le sue competenze per valorizzare gli scarti della spremitura delle biomasse oleaginose, per la produzione di energia elettrica, aumentando così i benefici in termini di riduzione delle emissioni di CO2.

“Abbiamo aderito molto volentieri all’invito dell’Amministrazione Comunale a essere parte attiva di questo innovativo accordo di programma. Il piano ambientale dell’Enel – ha ricordato il responsabile della Generazione ed Energy Management della società Sandro Fontecedro -  prevede entro il 2011 ben 4,1 miliardi di euro di investimenti per nuovi impianti che usano fonti rinnovabili e per la ricerca e sviluppo di tecnologie amiche dell’ambiente: tra le misure finalizzate alla lotta al cambiamento climatico, ampio spazio viene dato proprio all’impiego di biomasse e di biocombustibili per alimentare le centrali termoelettriche”.

Il vantaggio ambientale è evidente: nella crescita le piante assorbono l’anidride carbonica che emetteranno quando i loro semi, trasformati in oli e in biomasse, saranno usati come combustibile. E anche le altre emissioni, come le polveri o gli ossidi di zolfo, sono fortemente ridotte. Per di più, quella vegetale è una fonte che si rinnova a ogni raccolto e non richiede, come i combustibili fossili, milioni di anni per formarsi.

L’accordo, voluto dal Comune di Roma e dalla Regione Lazio, coinvolge numerosi protagonisti: dai coltivatori rappresentati dalle associazioni regionali di Confagricoltura, Cia, Lega delle Cooperative e Confcooperative, ai partner industriali, Enel e Ama, fino agli utilizzatori finali, Trambus e Atac.

Il progetto, oltre al suo indubbio valore ecologico, offre anche nuove occasioni di lavoro. Prevede, infatti, la coltivazione di circa 10.000 ettari di terreni agricoli oggi poco o per nulla sfruttati, dando ai coltivatori un’opportunità di diversificazione e la possibilità di accedere a programmi comunitari di finanziamento previsti per le colture destinate a uso energetico. Nuova occupazione anche per i lavori di costruzione dei nuovi impianti di raffinazione e per la loro gestione così come per far funzionare la rete logistica dell’intera filiera.

Il raccolto, stimato in circa 30.000 tonnellate all’anno di oleaginose, sarà trasformato da uno o più impianti di raffinazione, la cui localizzazione sarà individuata dopo un attento studio. Ne usciranno 10.000 tonnellate di biodiesel all’anno, pari appunto al 20% del gasolio attualmente utilizzato per i mezzi pubblici della capitale, e 20.000 tonnellate di scarti di lavorazione: anche queste biomasse, in gergo tecnico “panello”, saranno riutilizzate.
Complessivamente, il beneficio in termini di riduzione di CO2 potrà raggiungere le 40.000 tonnellate all’anno.

Prossima tappa, la riunione del “Comitato di indirizzo” presieduto dal sindaco di Roma e costituito dai rappresentanti dell’Assessorato regionale all’agricoltura, dagli assessorati competenti del Comune della capitale e dai sottoscrittori dell’accordo. Il Comitato si riunirà già nei prossimi giorni per definire e organizzare i soggetti e i rispettivi compiti nella costituzione della “filiera” biodiesel, per verificare sul piano tecnico la qualità e la quantità del prodotto ottenibile e infine per stilare un piano economico finanziario dell’intero processo e delle sue singole componenti. Superata questa prima fase, si passerà alla stipula dei contratti per la coltivazione delle oleaginose, per la fornitura del biodiesel e per l’utilizzazione dei sottoprodotti della lavorazione, nonché alla localizzazione e al piano di costruzione degli impianti di raffinazione. E infine si passerà alla sperimentazione diretta su un campione di automezzi pubblici di Roma della nuova miscela. L’ambizioso traguardo è arrivare alla fine del 2008 con l’intera “filiera biodiesel” a regime.

Generale | marzo, 16 2007

1500205-1_PDF-1.pdf

PDF (0.88MB)DOWNLOAD