FUTUR-E: NUOVA VITA PER IL SITO ENEL DI BASTARDO

Published on martedì, 29 novembre 2016

Al via il Concorso di Progetti per riqualificare il sito industriale e dare un futuro innovativo e sostenibile all’area.

 

Gualdo Cattaneo (Pg), 29 novembre 2016 – Individuare proposte innovative e sostenibili per riqualificare e acquisire il sito industriale della centrale “Pietro Vannucci” di Bastardo, nel Comune di Gualdo Cattaneo, attraverso un bando pubblico. È questo il progetto presentato oggi presso la Sala conferenze della centrale dell’impianto umbro da Giuseppe Molina, responsabile Enel Generazione Italia; Fabio Paparelli, vicepresidente Giunta Regione Umbria; Andrea Pensi, sindaco di Gualdo Cattaneo; Marcello Bioli, sindaco di Giano dell’Umbria; Ernesto Cesaretti, presidente Confindustria Umbria.

I soggetti, che vorranno presentare progetti per acquisire il sito, potranno porre la propria manifestazione di interesse a partire dal 30/11/2016 e fino a marzo 2017 alle condizioni specificate nell’avviso che sarà pubblicato sulla piattaforma www.futur-e.it il giorno stesso dell’apertura del concorso di progetti.

Le manifestazioni di interesse saranno sottoposte a una verifica preliminare di Enel, volta ad accertare il possesso dei requisiti minimi previsti per la partecipazione. Al superamento di questa selezione per i soggetti pre-qualificati sarà possibile partecipare alla seconda fase della procedura che prevede l’invio di offerte vincolanti, contenenti una proposta progettuale per la riqualificazione dell’area e un business plan comprensivo di offerta economica per l’acquisizione del sito; la deadline della seconda fase, insieme alle modalità con cui espletarla, verrà comunicata ai soggetti pre-qualificati.

A valutare le proposte ricevute sarà una commissione tecnica, con la partecipazione di rappresentanti del Politecnico di Milano, partner tecnico del progetto Futur-e, nonché delle istituzioni locali, che verificherà l’idoneità delle soluzioni presentate per la riqualificazione e la valorizzazione dell’area, con particolare attenzione alle opportunità e alle esigenze della comunità locale, già sondate anche per mezzo di un mirato piano di ascolto, e a specifici requisiti di sostenibilità, fattibilità, parametri economici e ricadute occupazionali.

Il Progetto Futur-e (www.futur-e.it), un nuovo modo di concepire l’energia come motore di un sistema più versatile ed efficiente, parte dalla consapevolezza che il modo di produrre elettricità è cambiato. La riduzione dei consumi, lo sviluppo delle fonti rinnovabili e l'evoluzione tecnologica delle reti di distribuzione stanno portando a una trasformazione complessiva dell'intero settore elettrico a partire dalle centrali di generazione tradizionali, la cui funzione viene ripensata per tener conto delle crescenti esigenze di sostenibilità ambientale, efficienza energetica e competitività che interessano sia il singolo cittadino sia le aziende elettriche.

Enel è impegnata nella guida verso un nuovo modello industriale basato sulla valorizzazione di quegli impianti meno efficienti, alcuni dei quali non producono già da diversi anni, anche nel ruolo di “capacità di riserva”. Si tratta di centrali che non potrebbero tornare a produrre neppure se la domanda elettrica aumentasse notevolmente e che hanno quindi esaurito il proprio ciclo di vita (o stanno per farlo) e la propria funzione.

Un progetto strutturato in un’ottica di “circular economy”, favorendo il coinvolgimento diretto di tutti i portatori di interessi a livello locale, nazionale e internazionale, con l’obiettivo di creare valore per l’Azienda e per il territorio.

Un modello che pone al centro la sostenibilità del sistema per individuare in modo condiviso, attraverso bandi pubblici e concorsi di idee, possibili soluzioni circolari e sostenibili e di lungo periodo in grado di trasformare queste 23 centrali in una nuova opportunità di sviluppo per il territorio.

In Italia sono 23 i siti Enel oggetto di questa trasformazione: Trino vercellese (VC), Alessandria, Genova, La Spezia, Carpi (MO), Porto Tolle (RO), Livorno, Piombino (LI), Camerata Picena (AP), Pietrafitta (PG), Gualdo Cattaneo (PG), Montalto di Castro (VT), Campomarino (CB), Larino (CB), Maddaloni (CE), Giugliano (NA), Bari, Rossano (CS), Termini Imerese (PA), Augusta (SR), Portoscuso (CI), Porto Marghera (Ve), che è già stato ceduto, e Assemini (Ca), che è già stato riqualificato. In alcuni casi si tratta di singole aree all'interno di centrali dotate di altri gruppi di produzione che invece non rientrano nel progetto: tra questi Pietrafitta, il cui impianto a ciclo combinato rimane in funzione, mentre rientrano nel progetto Futur-e soltanto le due vecchie sezioni a turbogas.

In quest’ottica, il progetto Futur-e rappresenta un esempio di virtuoso di “economia circolare” sia nell’approccio sia nella realizzazione.

Attraverso la piattaforma web futur-e.it tutti gli stakeholder hanno accesso in maniera chiara e trasparente alle informazioni sul progetto, facilitando la partecipazione di tutti gli attori potenzialmente interessati alle iniziative di riqualificazione dei siti.

Un modalità per guidare in maniera responsabile la transizione in atto nel settore energetico, creando le basi per favorire nuove opportunità di business e di sviluppo per il territorio promuovendo le eccellenze e il patrimonio naturalistico, culturale e artistico.

Questi impianti rappresentano un patrimonio industriale che può essere ancora valorizzato nella consapevolezza che non può esistere una strategia unica valida per tutti i casi. Ogni sito ha infatti le proprie peculiarità, legate all'ubicazione geografica e all'evoluzione, nel tempo, del territorio circostante: qualunque soluzione dovrà dunque tenere conto delle singole specificità di ciascuno dei 23 siti. Enel ha così avviato un programma di ascolto e confronto con tutti gli stakeholder. L'obiettivo è coinvolgere le persone, i territori e le aziende locali nell'affrontare efficacemente la realtà e il cambiamento, anticipando e cogliendo nuove opportunità di sviluppo con uno sguardo attento all’innovazione e alla sostenibilità.

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Breve descrizione e storia della centrale

L’impianto dispone di due unità a carbone da 75 MW di tipo tradizionale raffreddate tramite condensatore aria-acqua.
Nel 1960 viene progettata la Centrale Termoelettrica di Gualdo Cattaneo (a lignite) ad opera della società Unione Esercizi Elettrici (UNES), che avviò i lavori tra il 1962 e il 1963. In seguito alla nazionalizzazione dell’energia elettrica, avvenuta proprio in quegli anni, la centrale passò a ENEL, che valutò come poco competitiva la possibilità di fare uso della lignite, optando invece per l’utilizzo di olio combustibile. La centrale entrò in servizio nel 1967.
Tra il 1988 e il 1991 la centrale venne riconvertita a carbone, principalmente per una scelta dell’azienda di diversificare le fonti usate per la produzione di energia elettrica. Nel 1990 viene messa in servizio l’Unità 2 e nel 1991 l’Unità 1.

A seguito della riduzione della domanda di energia elettrica, la produzione delle centrale si è ridotta sensibilmente. Dalla sua entrata in esercizio fino al 2000, l’impianto è stato destinato ad un funzionamento continuativo e costante; a partire dal 2000 è stato richiesto un funzionamento meno regolare, ma più flessibile ed articolato.

 


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Generale | novembre, 29 2016

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