Il progetto Futur-e fa scuola

Pubblicato il giovedì, 23 febbraio 2017

“I temi ambientali sono diventati driver delle politiche, anche per lo sviluppo economico. Chi capisce questo sarà più competitivo in questa rivoluzione 4.0. Siamo dentro a un passaggio epocale: l’economia circolare sarà la nuova economia del Ventunesimo secolo”

– Gian Luca Galletti, ministro all’Ambiente

Il futuro è adesso

Adottare pratiche di gestione virtuose produce effetti immediati sull’ambiente e sulle attività di chi le persegue. Il 2016 è stato l’anno più caldo della storia ma, secondo il direttore scientifico del Kyoto Club Gianni Silvestrini, a livello globale le emissioni di gas serra sono stabili dal 2014, mentre l’economia è cresciuta del 3%. Non esiste più, quindi, una corrispondenza tra crescita economica e aumento delle emissioni. Una novità dirompente che trova conferma proprio nel modello Futur-e: la progettazione circolare consente, senza sprecare alcuna risorsa, di utilizzare appieno la capacità produttiva degli impianti e, di conseguenza, recuperare valore, beneficiando l’ambiente.

“Prende forma un processo sintetizzabile in 5 momenti fondamentali” ha spiegato al convegno di La Spezia Luca Meini, responsabile delle Politiche ambientali, Innovazione e Sostenibilità di Enel. “Gli input sostenibili non comportano ricadute solo su chi imbocca la via della trasformazione sostenibile, ma i loro effetti si moltiplicano attraverso l’uso di piattaforme di condivisione e l’elaborazione di un prodotto pensato come servizio, proprio perché basato sul recupero delle risorse in gioco e in virtù dell’estensione della sua vita utile”.

“Grazie a quanto sta realizzando attraverso i progetti di smart grid, energie rinnovabili e mobilità elettrica, Enel è diventata l’alfiere della transizione energetica in Italia”

– Gianni Silvestrini, direttore scientifico del Kyoto Club

Adottando su vasta scala progetti simili, entro il 2030 la produzione di scarti industriali potrebbe ridursi di un valore compreso fra il 17 e il 24%, consentendo un risparmio a livello mondiale di circa 630 miliardi all’anno e, nell’Unione Europea, una crescita del PIL del 3.9%. Notevoli anche i benefici dal punto di vista climatico: la temperatura terrestre aumenterebbe solo di un grado e mezzo contro i 3 oggi previsti.

Stare al passo coi tempi

La grande rivoluzione connessa alla decarbonizzazione accresce innanzitutto il senso di responsabilità verso gli equilibri ambientali. Ne stanno prendendo coscienza anche alcune delle economie più critiche per l’impatto che producono sull’ecosistema Terra: se l’Arabia Saudita ha intenzione di elaborare un piano da 2mila miliardi di dollari per emanciparsi dal petrolio, la Cina punta a una produzione basata esclusivamente su energie rinnovabili entro il 2050, mentre il Brasile è già riuscito a rendere più conveniente la produzione eolica rispetto al quella delle centrali fossili tradizionali. L’energia diventa sempre più argomento di dibattito globale, per cui l’informazione non può più limitarsi ad ambiti e referenti tecnici, ma dev’essere pensata secondo una dimensione aperta: quella che Enel e Futur-e chiamano appunto visione “Open Power”, dove il tema dell’energia viene aperto a un numero sempre crescente di persone-utenti, a nuove tecnologie, a nuovi modi di gestione, usi e partnership. 

“L’importante riconoscimento attribuito a Enel durante l’ultimo Forum mondiale di Davos, dov’è stata inserita fra le sei finaliste più Circular al mondo, rappresenta uno degli esempi più alti cui l’Italia può guardare”

– Silvia Zamboni, saggista e moderatrice del convegno di La Spezia

Due modelli a confronto

Di fronte alla sfida di dover recuperare e reimpiegare ben 23 siti di centrali elettriche in Italia, dalla capacità complessiva di 13 GW, Enel ha così imboccato una strada di rottura con gli schemi del passato. Due erano le possibilità: restare su un percorso tradizionale basato sull’economia lineare, oppure seguire il modello di trasformazione sostenibile di Futur-e. A La Spezia Meini ha confrontato le singole fasi di sviluppo del sistema lineare e di quello circolare per far comprendere meglio le ragioni della svolta.

“Il progetto Futur-e rientra in una strategia di innovazione di Enel di ampia scala, che oltre a prevedere investimenti per 5.2 miliardi di euro nei prossimi 3 anni, lavora sulla diffusione delle smart grids, della digitalizzazione, sull’uso dei big data e della manutenzione predittiva, per arrivare al car-sharing”

– Luca Meini, responsabile Politiche ambientali, Innovazione e Sostenibilità di Enel

“Lo schema lineare richiede sempre una gestione separata delle pratiche legate a ciascun impianto - ha spiegato Meini - con un’interazione limitata alle sole autorità previste per legge e agli enti del territorio, oltre a comportare operazioni di dismissione e smantellamento che generano ampi quantitativi di rifiuti. Al contrario, i 4 siti di Enel già riqualificati hanno potuto giovarsi di una gestione integrata, con lo scopo di sviluppare sinergie, includendo tutti gli stakeholders in maniera strutturata e trasparente. Ogni aspetto dei singoli progetti è stato quindi condiviso per individuare soluzioni innovative a beneficio di tutti, introducendo soluzioni circolari per il recupero e il riutilizzo dei beni esistenti (sia che fossero edifici o macchinari). Seguendo questa linea, in futuro 9 siti di produzione verranno riconvertiti attraverso “procedure di acquisizione per progetti”, mentre altri 2 mediante “aste immobiliari”. Altri 7 sono infine al vaglio di studi di "riconversione”

A guadagnare in termini di innovazione e risorse utili non è più solo l’azienda, ma il sistema-Paese, a cui il progetto Futur-e mette a disposizione proprietà rilevanti. In fase di assegnazione dei progetti viene stimolata una sensibilità sostenibile inserendo criteri premianti per quanti adottino strategie circolari, al pari di best practice nella gestione dei cantieri (con possibilità di vendita di materiale usato, sempre attraverso l’uso del sito internet).

Infine, le ipotesi di riconversione lasciano ampio margine di scelta a livello progettuale: fino a oggi sono state avanzate proposte che spaziano dai parchi dedicati a sport estremi, circuiti automobilistici, centri dedicati alla coltivazione delle alghe o complessi commerciali per grandi firme sino a resort, data center o anche impianti per la stampa 3D e lo stoccaggio del gas.

Futur-e: un circolo virtuoso di produzione e consumo responsabile in grado di migliorare le condizioni ambientali del territorio e dei suoi abitanti.