Isola Serafini, riapre l’autostrada blu del Po

Pubblicato il mercoledì, 22 marzo 2017

“La straordinaria collaborazione messa in campo a Isola Serafini rilancia la nostra centrale idroelettrica non solo come il più grande impianto italiano per potenza, in grado di produrre 500 milioni di kilowattora di energia all’anno per quasi 300mila famiglie, ma anche come sito d’interesse naturalistico e turistico”

– Giovanni Rocchi, responsabile Enel Green Power Emilia Romagna

La centrale-laboratorio

Il corridoio di passaggio a Isola Serafini si presta anche per attività di ricerca sui flussi migratori dei pesci. Nella parte centrale del complesso è stata realizzata una cabina di monitoraggio con due ampie vetrate subacquee: qui è possibile osservare direttamente le specie in transito e la loro direzione di spostamento, mentre un sistema di telecamere ne registra i flussi 24 ore su 24, permettendone l’identificazione. Nei primi 18 giorni di funzionamento sono stati registrati 1341 pesci di passaggio.

Il corridoio appare come una grande lettera Y, verso il quale convogliano un ramo naturale e uno artificiale del fiume: è dotato di due telai mobili di grandi dimensioni, con una struttura metallica a rete, attraverso la quale catturare temporaneamente le specie e dividere quelle autoctone da quelle invasive, come il pesce siluro.

In superficie, poi, è poi possibile seguire un percorso che, grazie a una sequenza di pannelli didattici, permette di comprendere il funzionamento del sistema a scale e il ruolo fondamentale del sito per il mantenimento degli equilibri ecosistemici del bacino fluviale. 

Ogni anno la centrale Enel ripulisce le acque del Po da quasi 3mila tonnellate di scarti.

Molte le autorità istituzionali intervenute all’inaugurazione, tra le quali il governatore della Lombardia Roberto Maroni e il sindaco di Monticelli d’Ongina Michele Sfriso.

“Isola Serafini può essere oggi definita lo sbocco al mare della Lombardia, ma è soprattutto un esempio positivo che dimostra come i fondi europei possano essere spesi bene e al servizio di una comunità ancor più ampia. Un modello di gestione e collaborazione da esportare fuori dai nostri confini”

– Roberto Maroni, governatore della Regione Lombardia

Il nuovo confine dell’Europa

Grazie al nuovo impianto di risalita, la centrale idroelettrica di Monticelli d’Ongina diventa patrimonio di tutta Europa, valorizzando il fiume Po come territorio di confine fra regioni e culture diverse, così come luogo di scambio e baluardo per la tutela dell’ambiente. Già nel 2010, infatti, la centrale ha avuto un ruolo decisivo nel proteggere l’intero invaso fluviale padano, bloccando quasi l’80% delle acque inquinate da una perdita petrolifera verificatasi nel fiume Lambro, affluente del Po.

“La scala di risalita serve anche a ricordarci che l’ambiente e il territorio sono beni dati in prestito a tutti noi. Per questo occorrerà lavorare in futuro alla messa in sicurezza del fiume, alla purificazione delle sue acque, al rilancio del commercio e della navigazione, riportando il Po ai fasti degli anni ‘50. L’apporto di Enel sarà ancora una volta fondamentale”

– Michele Sfriso, sindaco di Monticelli d’Ongina

Gli effetti di riequilibrio ambientale derivanti dall’opera realizzata nella centrale di Isola Serafini cominceranno a essere visibili nell’arco dei prossimi 5 anni. Nel frattempo, tutti gli enti coinvolti si sono impegnati a condurre un’azione contro il bracconaggio ittico, sottoscrivendo anche un protocollo d’intesa interregionale per la pesca sostenibile.

La diga cambia dunque volto e si trasforma simbolicamente in una porta d’accesso alle risorse del territorio. Una nuova porta, aperta grazie a Enel.