Light for Pompei

Pubblicato il martedì, 4 luglio 2017

“Credo che questo percorso di suoni e luci farà il giro del mondo: la cartolina di un'Italia bella e allo stesso tempo contemporanea, coniugando sviluppo e tradizione”

– Carlo Tamburi, Direttore Country Italia Enel

L'innovativo sistema di illuminazione di Pompei testimonia una volta di più l'attenzione di Enel nel promuovere il territorio: “Lavoriamo molto sul territorio per capire quello che realmente serve. È un modo per essere accanto alle persone e dimostrare che c'è un'attenzione allo sviluppo sostenibile e concreto”. E in tema di illuminazione artistica, annuncia Tamburi, sono in fase di pianificazione, in accordo con il ministero dei Beni Culturali, altri interventi di valorizzazione del patrimonio culturale italiano. “Iniziative molto complesse, sia per gli aspetti tecnologici sia per quelli burocratico-amministrativi”.

Le smart light solutions di Enel per Pompei

Enel Sole è la società del gruppo Enel specializzata in soluzioni innovative, con tecnologie a LED e smart per l'illuminazione stradale e pubblica, ma con un know-how consolidato anche nell'illuminazione artistica. “L'intervento a Pompei si inquadra in un'esperienza maturata in 17 anni di attività, attraverso più di un migliaio di interventi su monumenti e spazi museali in Italia e all'estero”, spiega Sguazzi, responsabile Soluzioni Grandi Clienti e Pubbliche Amministrazioni di Enel Mercato Italia. “A Pompei – ricorda - abbiamo ricostruito l'impianto che era stato fatto nel 2000 sempre da Enel, utilizzando una tecnologia nuovissima. Un sistema che unisce efficienza energetica, bellezza e l'opportunità di valorizzare un percorso affascinante e unico. Un viaggio che apre una finestra viva sulla città di Pompei, prima dell'eruzione del 79 d.c. Un risultato ottenuto al termine di un lungo lavoro, fatto di relazioni, mediazioni e una collaborazione continua tra Enel, la sovrintendenza, il CNR e il ministero, ha formato la squadra vincente per far rivivere una notte a Pompei”, osserva Sguazzi.

L'operazione di relamping, come si dice in gergo tecnico, ha previsto la sostituzione di tutte le vecchie sorgenti alogene con apparecchi a LED, ottenendo una riduzione dei consumi da 55 KW a 11 KW. L'introduzione di sistemi di controllo, grazie anche all'ammodernamento di una parte delle linee elettriche dell'area, ha permesso inoltre l'installazione di un moderno sistema di domotica grazie al quale è possibile controllare l’intero impianto da remoto e permette di regolare l'intensità luminosa di ognuno dei 432 punti luce del percorso e di integrare perfettamente con suoni, rumori e video.

Alla realizzazione del percorso ha lavorato un team di circa dieci persone, tra tecnici, ingegneri e architetti. Tutte di Enel Sole: “Abbiamo fatto tutto in casa – sottolinea Sguazzi – perché abbiamo le competenze e le risorse per farlo”.

La luce racconta

“Sin dall'inizio l'obiettivo era di aprire gli scavi di notte come se fossero un museo. In quest'ottica, l'integrazione del sistema di illuminazione con sonoro e immagini intende trasformare l'esperienza della visita in uno storytelling: come se le mura raccontassero l'antica città attraverso i dialoghi di chi vi lavorava e viveva. Il racconto della Pompei viva”, aggiunge Francesca Migliorato, responsabile della divisione illuminazione artistica di Enel Sole. “Il video che conclude il percorso nella Basilica, mostra le architetture e le pitture delle ville, il rosso pompeiano, e narra del rapporto degli abitanti della città con l'ambiente”.

Il percorso “Una notte a Pompei” si snoda da porta Marina dell'antica città, risale per via Marina fino al Forum, l'area della vita civile e religiosa dell'antica città, per poi entrare nel mercato, proseguire nella basilica e ricongiungersi all'Antiquarium, dove una mostra permanente permette di vedere, attraverso un plastico e ricostruzioni virtuali, come era organizzata la città.

Un viaggio etereo nella storia e nell'arte, reso più suggestivo dalla luce che racconta e disegna, facendo emergere dal buio il mistero di un tempo perduto.