La classe energetica degli elettrodomestici indica quanto un apparecchio consuma rispetto ad altri della stessa categoria. Scegliere un prodotto più efficiente significa ridurre i consumi di energia e, nel tempo, alleggerire la bolletta.

 

Negli ultimi anni l’Unione Europea ha progressivamente rinnovato il sistema di etichettatura per tutte le principali categorie di prodotti: capire come funziona oggi aiuta a fare scelte più consapevoli, sia al momento dell’acquisto sia nella gestione quotidiana della casa.

Cos’è la classe energetica e a cosa serve?

 

La classe energetica è un indicatore standardizzato che misura l'efficienza di un elettrodomestico attraverso una scala di lettere, dalla A alla G, associata a una scala di colori che va dal verde al rosso. La lettera A identifica i prodotti più efficienti; la G quelli a più alto consumo.

 

L'obbligo di etichettatura energetica per gli elettrodomestici in Italia e nell'Unione Europea è in vigore dal 1998 e si applica a quasi tutti gli elettrodomestici: frigoriferi, congelatori, lavatrici, asciugabiancheria, lavastoviglie, condizionatori d’aria, schermi elettronici, lampade, forni e cappe da cucina.

 

L’etichetta non indica solo la classe: riporta anche il consumo energetico (espresso in kWh annui o per 100 cicli a seconda della categoria), il livello di rumorosità, la capacità e un QR code che rimanda alla scheda tecnica completa del prodotto nel database europeo EPREL.

La nuova etichetta energetica europea e il "rescaling" 

 

A partire dal Regolamento UE 2017/1369, l'Europa ha avviato una progressiva transizione per eliminare le vecchie classi intermedie A+, A++ e A+++, che negli anni erano diventate la norma, svuotando di significato pratico la distinzione tra prodotti.

 

Con questa riforma, gli apparecchi vengono riparametrati nella scala A-G. Questo significa che un vecchio modello precedentemente classificato come A+++ oggi potrebbe trovarsi in classe C o D: non ha peggiorato le sue prestazioni, è semplicemente cambiato il metro di misura, diventando più severo.

 

Anche le unità di misura sono diventate più specifiche per facilitare il confronto:

  • lavatrici e lavastoviglie: consumo per 100 cicli in kWh;

  • frigoriferi e congelatori: consumo annuo in kWh;

  • schermi, TV e lampade: consumo ogni 1.000 ore di accensione.

 

Il passaggio alla nuova scala A–G è avvenuto a scaglioni, a partire dal 1° marzo 2021 per frigoriferi, lavatrici e lavastoviglie, e progressivamente per le altre categorie come forni, cappe e sistemi di climatizzazione, eliminando definitivamente i vecchi simboli con il "+".

 

Per agevolare questa transizione e rendere più semplice il confronto tra prodotti, la Commissione Europea ha promosso iniziative come il progetto BELT (Boost Energy Label Take-up), che include strumenti e calcolatori online per stimare il risparmio in kWh, euro e CO2​ in base alla classe scelta.

Le classi energetiche elettrodomestico per elettrodomestico

 

I consumi variano significativamente da un apparecchio all'altro. Confrontare i dati all'interno della stessa categoria aiuta a capire dove l'efficienza ha un impatto più diretto sulla spesa.

Frigoriferi e congelatori
Lavatrici e lavastoviglie
Forni
Condizionatori

Frigoriferi e congelatori

 

Per un frigo-congelatore da libera installazione con sbrinamento automatico da circa 300 litri (200 per i cibi freschi, 100 per i congelati), la differenza tra classe A e classe G è netta: un modello di ultima generazione in classe A consuma in media intorno ai 100 kWh/anno, mentre uno in classe G può superare i 303 kWh/anno. Su dieci anni, il divario si traduce in centinaia di euro di differenza in bolletta.

Lavatrici e lavastoviglie

 

Per le lavatrici, il consumo di riferimento è calcolato su 100 cicli nel programma Eco 40-60. Una lavatrice in classe A consuma fino a 52 kWh ogni 100 cicli, mentre una in classe G può arrivare a oltre 88 kWh. Per le lavastoviglie da 12-14 coperti, i valori d'eccellenza per i modelli in classe A si attestano intorno ai 54 kWh per 100 cicli, mentre un modello in classe G supera i 65-75 kWh.

Forni

 

Anche per i forni domestici la classificazione è stata resa più severa. A titolo indicativo, un forno elettrico ad alta efficienza consuma circa 0,50 kWh per ciclo in modalità ventilata, mentre un modello a basso rendimento può superare 1,50 kWh per ciclo. I valori effettivi variano in base al modello e alle modalità d'uso.

Condizionatori d’aria: indici SEER e SCOP

 

I condizionatori d'aria seguono parametri specifici legati alla stagionalità e svolgono due funzioni distinte: raffrescamento in estate e riscaldamento in inverno. Sull'etichetta compaiono due indicatori fondamentali:

  • SEER (Seasonal Energy Efficiency Ratio): misura l’efficienza stagionale nel raffrescamento;

  • SCOP (Seasonal Coefficient of Performance): misura l’efficienza stagionale nel riscaldamento.

Quando si valutano le prestazioni, la classe energetica dei condizionatori può essere molto alta per il raffrescamento e leggermente diversa per il riscaldamento. È utile considerare entrambi i valori in base all’uso prevalente nell'abitazione.

Quanto si risparmia scegliendo una classe alta?

 

Tradurre la classe energetica in risparmio concreto richiede di moltiplicare i kWh consumati per il costo dell’energia elettrica. Ipotizzando una tariffa media nazionale prudenziale di circa 0,25 euro/kWh (comprensiva di imposte e oneri), il solo confronto tra un frigorifero di classe A (100 kWh/anno) e uno di classe G (303 kWh/anno) evidenzia un risparmio netto di circa 50 euro all’anno, costante per tutta la vita dell'elettrodomestico.

 

Il risparmio diventa più rilevante se si considera l'insieme degli elettrodomestici presenti in casa. Aggiornare contemporaneamente frigorifero, lavatrice e lavastoviglie scegliendo i modelli più efficienti sul mercato riduce l'impronta energetica complessiva dell'abitazione fin dal primo mese.

 

Per chi sta valutando la sostituzione o un nuovo acquisto, la sezione elettrodomestici di Enel propone una selezione di prodotti ad alta efficienza energetica, con schede tecniche complete per confrontare consumi e prestazioni. 

Domande Frequenti

La classe energetica indicata in etichetta vale in qualsiasi condizione d’uso?

No. I valori riportati sull'etichetta sono misurati in condizioni standard di laboratorio, stabilite dalla normativa europea per garantire un confronto equo. Il consumo reale può variare a seconda di fattori come la temperatura ambiente, la frequenza d'uso, la quantità di carico e i programmi scelti. L'etichetta serve per confrontare prodotti in modo omogeneo, non per prevedere al centesimo la spesa mensile.

Un elettrodomestico usato mantiene la sua classe energetica nel tempo?

In linea generale sì, ma le prestazioni energetiche possono degradarsi se il prodotto non viene mantenuto correttamente. Un frigorifero con le guarnizioni usurate o con la serpentina posteriore coperta di polvere, ad esempio, fatica a scambiare calore e consuma più dei dati di targa. Una manutenzione regolare preserva l'efficienza originaria.

Esistono incentivi in Italia per l’acquisto di elettrodomestici ad alta classe energetica?

Sì. Lo Stato italiano prevede agevolazioni fiscali (come il Bonus Mobili ed Elettrodomestici) vincolate a interventi di ristrutturazione edilizia o manutenzione straordinaria dell'immobile. Per accedervi, la legge richiede l'acquisto di apparecchi di classe energetica elevata (generalmente non inferiore alla classe A per i forni, classe E per lavatrici e lavastoviglie, classe F per i frigoriferi). Poiché i tetti di spesa detraibili e le normative variano periodicamente, è fondamentale verificare i requisiti aggiornati sul sito dell'ENEA prima dell'acquisto.

Cosa significa "programma eco" sull’etichetta di lavatrici e lavastoviglie?

l programma Eco 40-60 per le lavatrici è il ciclo standardizzato utilizzato per calcolare i consumi dichiarati in etichetta. Lava a temperature ottimizzate e dilata i tempi del ciclo per ridurre il consumo di acqua e l'energia necessaria a riscaldarla. Il dato espresso in kWh/100 cicli si riferisce esclusivamente a questa modalità, che non è necessariamente quella più rappresentativa dell'uso quotidiano reale.

Quando conviene davvero sostituire un elettrodomestico ancora funzionante?

Dipende dall'età dell'apparecchio e dal salto generazionale di efficienza. In linea di massima, un grande elettrodomestico con più di 10–12 anni di vita ha consumi strutturalmente più alti rispetto agli standard attuali. Calcolare la differenza di kWh annui tra il vecchio modello e il nuovo, moltiplicarla per il costo della propria tariffa elettrica e confrontarla con il prezzo di acquisto permette di stimare con precisione il tempo di ammortamento dell'investimento.