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Il 2026 segna una svolta storica per il panorama del fotovoltaico in Italia: lo Scambio sul Posto (SSP) ha ufficialmente chiuso le porte a nuove adesioni. In linea con il percorso di transizione energetica tracciato dai recenti decreti, il termine ultimo del 26 settembre 2025 ha sancito la fine definitiva delle richieste per questo storico meccanismo di compensazione.
Chi possiede un impianto deve oggi confrontarsi con uno scenario in evoluzione: se la tua convenzione ha meno di 15 anni, potrai continuare a utilizzarla fino alla sua naturale scadenza; se invece ha superato tale soglia, il passaggio al regime di Ritiro Dedicato (RID) è ormai diventato automatico. Per chi installa un impianto oggi, le soluzioni disponibili puntano sull'autoconsumo fisico supportato da sistemi di accumulo e sulla partecipazione alle Comunità Energetiche Rinnovabili.
Lo Scambio sul Posto si basava su una convenzione che permetteva di ricevere un contributo dal GSE (Gestore Servizi Energetici) sull’energia elettrica scambiata con la rete. Questo meccanismo consentiva di immettere nella rete elettrica l’energia eventualmente in eccesso rispetto al proprio consumo e di “utilizzarla virtualmente” quando la produzione domestica non bastava, per esempio durante la notte o nelle giornate nuvolose.
Il funzionamento tecnico si basava su un contratto con il GSE che, incrociando i dati dei contatori, erogava il Contributo in Conto Scambio. Questo bonifico rimborsava all'utente non solo il valore dell'energia, ma anche una quota dei servizi di rete e degli oneri di sistema. Introdotto dalla delibera ARERA ARG/elt 74/08 del 2008 e successivamente disciplinato dal Testo Integrato per lo Scambio sul Posto (TISP, delibera ARERA 570/2012/R/efr), il meccanismo era aperto a impianti fino a un massimo di 500 kW, a patto che produzione e consumo avvenissero nello stesso punto di connessione.
Il percorso verso la chiusura definitiva si è articolato in tre passaggi chiave che hanno trasformato il mercato:
31 dicembre 2024: è scattato lo stop ai rinnovi per le convenzioni attive da oltre 15 anni, segnando l'inizio della dismissione graduale;
29 maggio 2025: è stata l'ultima data utile per allacciare un impianto alla rete e poter ancora beneficiare di questo regime;
26 settembre 2025: ha rappresentato il termine ultimo assoluto per inviare le pratiche di adesione al portale GSE.
Oggi, nel 2026, non è più possibile attivare nuovi contratti. Tuttavia, la normativa tutela chi ha una convenzione già attiva e non ancora "ultra quindicennale", permettendo di mantenere il regime SSP fino alla sua scadenza naturale.
Per chi ha ancora un contratto attivo o è appena passato al regime alternativo, ci sono alcune novità rilevanti da monitorare.
Per gli impianti fotovoltaici ed eolici con potenza pari o superiore a 100 kW connessi in media tensione, la Delibera ARERA 385/2025 ha introdotto l'obbligo di installare il Controllore Centrale di Impianto (CCI) con funzione PF2, che consente la limitazione della potenza attiva su comando remoto del distributore di rete.
La successiva Delibera 564/2025, pubblicata il 23 dicembre 2025, ha ridefinito il calendario di adeguamento per gli impianti esistenti, prorogando le scadenze originarie su tre fasce di potenza: gli impianti tra 100 kW e 500 kW devono adeguarsi entro il 31 marzo 2028; quelli tra 500 kW e 1 MW entro il 31 dicembre 2027; gli impianti con potenza superiore a 1 MW, la fascia più urgente, devono attivare la funzionalità PF2 tramite CCI entro il 31 dicembre 2026.
Si precisa che la distinzione tra impianti "esistenti" e "nuovi", dalla quale dipendono le tempistiche, si basa sulla data di richiesta di connessione: sono considerati "esistenti" gli impianti per cui tale richiesta è stata presentata entro il 31 ottobre 2025. Chi non rispetta i termini è soggetto alla sospensione degli incentivi da parte del GSE. Per i piccoli impianti al di sotto dei 100 kW, questo obbligo non si applica.
Per chi è passato al RID, i proventi erogati dal GSE vengono trasmessi automaticamente all'Agenzia delle Entrate e compaiono nella dichiarazione precompilata, un meccanismo introdotto a partire dalla dichiarazione dei redditi 2025 (su importi erogati nel 2024) e pienamente operativo nel 2026.
Per le convenzioni cessate o passate al RID nel corso del 2025, il GSE elaborerà i conteggi finali e provvederà al pagamento del saldo. In linea con quanto già avvenuto per le chiusure del 31 dicembre 2024, liquidate entro il 30 giugno 2025.
Le opzioni variano in base all'anzianità della tua installazione.
Se il tuo contratto ha superato i 15 anni: passi automaticamente al Ritiro Dedicato (RID). In questo regime vendi l'energia al GSE, ma non ricevi più il rimborso degli oneri di rete. Per compensare questo minor guadagno (il RID remunera l'energia immessa a prezzi di mercato strutturalmente inferiori al contributo in conto scambio) la soluzione più efficiente è installare un sistema di accumulo.
Se il contratto è attivo da meno di 15 anni: puoi restare in Scambio sul Posto fino al termine del periodo previsto, dopodiché il passaggio al RID sarà automatico.
Se installi un impianto oggi: il Ritiro Dedicato è l'opzione standard, ma puoi potenziarne i benefici aderendo a una Comunità Energetica Rinnovabile (CER), ottenendo incentivi extra per l'energia condivisa con i vicini.
La prima e più immediata alternativa allo Scambio sul Posto è il Ritiro Dedicato, un servizio sempre gestito dal GSE, che consente al produttore di commercializzare, tramite il GSE, l’energia prodotta da impianto fotovoltaico e immessa nella rete elettrica. Si tratta quindi di un meccanismo per semplificare la commercializzazione dell’energia, basato su un contratto commerciale dove il GSE corrisponderà al produttore un determinato prezzo per ogni kWh immesso in rete. É ammessa qualsiasi potenza per gli impianti che producono energia elettrica da fonte rinnovabile solare ed è possibile accedere al servizio tramite Modello Unico o Modalità Standard sulla pagina dedicata del sito ufficiale del GSE.
È importante sapere che il servizio di Ritiro Dedicato è cumulabile con gli incentivi previsti per le Comunità Energetiche Rinnovabili e le altre configurazioni di autoconsumo diffuso: chi aderisce al RID può quindi valutare anche la partecipazione a una CER senza dover rinunciare alla remunerazione dell'energia immessa in rete.
Puoi anche scegliere di aderire gratuitamente a una Comunità Energetica Rinnovabile (CER), dove si produce e si condivide virtualmente energia locale da fonti rinnovabili tra produttori e consumatori localizzati all'interno dell'area geografica sottesa alla stessa cabina primaria. Possono accedere privati cittadini, piccole e medie imprese, enti territoriali, di ricerca, religiosi, del terzo settore e di protezione ambientale.
All'interno di una CER puoi essere:
Le CER possono accedere agli incentivi previsti facendo richiesta per l'accesso al servizio di autoconsumo diffuso dal GSE.
Oltre alle Comunità Energetiche Rinnovabili esistono anche altre configurazioni di autoconsumo che accedono all'incentivo sull'energia condivisa, come il gruppo di autoconsumatori che agiscono collettivamente o l'autoconsumatore individuale a distanza che utilizza la rete di distribuzione.
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Non è più possibile attivare nuove convenzioni. L'ultimo accesso era riservato a chi aveva l'impianto in esercizio entro il 29 maggio 2025 e aveva presentato l'istanza al GSE entro il 26 settembre 2025. Per i nuovi impianti si opta per il Ritiro Dedicato o le CER.
Se il valore dell'energia immessa supera quella prelevata, puoi scegliere tra la liquidazione monetaria (tassata) o il riporto a credito per gli anni successivi (non tassato).
Sì, è possibile aggiungere batterie a un impianto in SSP. Questo riduce l'energia scambiata ma aumenta il risparmio diretto in bolletta, che è la forma di guadagno più efficiente.
Non esiste una data unica di chiusura per tutti gli utenti. Il meccanismo è già chiuso alle nuove adesioni dal 26 settembre 2025. Per chi ha una convenzione attiva, questa rimane valida fino al raggiungimento dei 15 anni dalla firma.
Gli impianti con convenzione già ultra-quindicennale si sono chiusi automaticamente al 31 dicembre 2024, con liquidazione delle eventuali eccedenze entro il 30 giugno 2025 e passaggio automatico al Ritiro Dedicato. In ogni caso, la liquidazione finale delle eccedenze avviene sempre entro il 30 giugno dell'anno successivo alla chiusura del contratto.
È importante distinguere due componenti diverse del meccanismo SSP, che hanno trattamenti fiscali differenti. Il contributo semplice erogato per lo Scambio sul Posto (SSP) è considerato un rimborso spese e non costituisce reddito imponibile. Pertanto, non va indicato in dichiarazione.
Se, invece, hai ricevuto la liquidazione delle eccedenze monetarie a fine anno, queste vanno dichiarate tra i "redditi diversi". A partire dalla dichiarazione dei redditi 2025 (su importi erogati nel 2024), il GSE le trasmette automaticamente all'Agenzia delle Entrate e compaiono nella dichiarazione precompilata.