Ricevere una chiamata che sembra provenire da un numero noto, come quello di una banca, di un’azienda energetica o persino dal proprio gestore telefonico, e scoprire che si tratta di una frode: è questo lo scenario tipico dello spoofing telefonico

 

Il numero visualizzato sul display non corrisponde a chi chiama davvero, perché viene falsificato intenzionalmente per ingannare chi riceve la chiamata. Capire come funziona questo meccanismo permette di sviluppare una maggiore consapevolezza digitale, utile a salvaguardare la propria privacy. 

Cos’è lo spoofing telefonico?

 

Lo spoofing telefonico è una tecnica con cui chi effettua una chiamata manipola le informazioni trasmesse alla rete, sostituendo il proprio numero con uno diverso, scelto arbitrariamente. Il risultato è che sul display del destinatario compare un numero che non appartiene realmente al chiamante.

 

Questo è possibile perché alcune tecnologie di telefonia, in particolare quelle basate su protocollo VoIP (Voice over IP), non verificano in modo automatico l’identità del chiamante. La tecnica non richiede accesso fisico al dispositivo della vittima: è sufficiente utilizzare certi servizi online o software appositi per modificare il numero chiamante prima che la chiamata raggiunga il destinatario. In Italia, come in tutta l’Unione Europea, la pratica è vietata quando usata a scopo fraudolento, ma la sua diffusione è cresciuta negli ultimi anni, in particolare nel settore delle truffe legate a servizi utility, bancari e assicurativi.

 

Come riconoscere una chiamata falsa?

 

Non esiste un segnale infallibile che distingua una chiamata autentica da una con numero falsificato, ma ci sono elementi che devono far alzare la guardia. I truffatori che usano lo spoofing costruiscono scenari credibili, spesso simulando urgenza o prospettando rischi imminenti. Alcuni segnali ricorrenti nelle chiamate sospette sono:

  • chi chiama chiede di confermare o fornire dati personali, codici di accesso o coordinate bancarie;
  • viene creata una sensazione di emergenza (blocco del conto, interruzione della fornitura, operazione sospetta);
  • il tono è insistente e non lascia spazio a verifiche o pause per riflettere;
  • vengono richieste azioni immediate come un bonifico, l’installazione di un’app o la lettura di un codice OTP.

Va tenuto presente che le aziende legittime, incluse le società energetiche come Enel, non chiedono mai durante una telefonata i dati di accesso all’area personale, le coordinate bancarie o codici di sicurezza legati ai propri account. Un altro segnale utile è il comportamento del numero stesso: se si richiama il numero visualizzato e non risponde nessuno, o risponde una persona inconsapevole, è probabile che si tratti di uno spoofing.

 

Anche il vishing (variante dello spoofing che combina chiamata vocale e ingegneria sociale) segue schemi simili: il truffatore raccoglie informazioni sulla vittima in anticipo per rendere la chiamata più convincente, citando dati reali come nome, indirizzo o numero di contratto.

Perché è pericoloso: i rischi concreti

 

Lo spoofing non è solo un fastidio: può avere conseguenze economiche e personali significative. I principali rischi a cui si espone chi cade nella truffa includono:

  • furto di dati personali, usati per aprire conti, contrarre prestiti o fare acquisti a nome della vittima;

  • accesso non autorizzato a conti bancari o portafogli digitali tramite codici OTP comunicati per telefono;

  • attivazione di contratti o servizi non richiesti, in particolare nel settore energetico dove il cambio fornitore viene talvolta indotto con inganno;

  • danni reputazionali per le aziende i cui numeri vengono clonati, con impatto sulla fiducia dei clienti.

Il settore energetico è uno dei più colpiti perché i brand sono riconoscibili e le persone sono abituate a ricevere comunicazioni da fornitori di luce e gas. Riconoscere che si tratta di una frode richiede consapevolezza, perché le informazioni usate dal truffatore possono sembrare tecnicamente accurate.

Cosa fare se ricevi una chiamata sospetta?

 

La risposta più efficace allo spoofing è interrompere la chiamata e verificare in modo autonomo. Le azioni consigliate da adottare immediatamente sono:

  • non fornire mai dati personali, codici di accesso, IBAN o codici OTP durante una telefonata non attesa;

  • riagganciare e richiamare direttamente il numero ufficiale dell’azienda o del servizio, reperibile sul sito istituzionale o sul contratto;

  • non richiamare il numero che ha chiamato, perché potrebbe essere ancora in controllo del truffatore;

  • segnalare il numero alla Polizia Postale tramite il portale commissariatodips.it;

  • presentare un esposto ad AGCOM se si sospetta un uso illecito del sistema telefonico.

Se si è già fornita involontariamente qualche informazione, è importante agire in tempi brevi: contattare la propria banca per bloccare eventuali operazioni sospette e modificare le password degli account coinvolti. In caso di danno economico accertato, è opportuno sporgere denuncia alle autorità competenti.

 

Le tutele del Decreto Bollette contro le chiamate commerciali indesiderate

 

Accanto allo spoofing, che riguarda la falsificazione tecnica del numero chiamante, esiste un ambito normativo distinto ma collegato: le regole introdotte dal Decreto Bollette (D.L. 21/2026, convertito in Legge 49/2026), in vigore dal 19 giugno 2026, che rafforzano la tutela dei consumatori contro le chiamate commerciali non richieste nel settore luce e gas.

 

Le nuove disposizioni stabiliscono che un fornitore può proporre offerte commerciali per telefono solo se il consumatore ha già espresso un consenso esplicito a riceverle, oppure se non è ancora cliente e ha manifestato l'interesse attraverso i canali digitali del professionista, come sito o app. Le chiamate devono inoltre provenire da un numero richiamabile che identifichi in modo univoco l'azienda contattante. I contratti stipulati senza rispettare questi requisiti sono nulli.

 

Alcuni segnali aiutano a riconoscere una chiamata sospetta:

  • chi contatta mette fretta per aderire subito a un'offerta;

  • non riesce a spiegare con chiarezza le caratteristiche della proposta;

  • si presenta in modo generico, senza identificare l'azienda per cui lavora;

  • parla di presunti obblighi o cambi di tariffa automatici;

  • richiede dati personali senza fornire spiegazioni adeguate.

In caso di dubbio, conviene sempre prendersi il tempo necessario per verificare quanto ricevuto, anche consultando la pagina Enel dedicata al riconoscimento e alla prevenzione delle truffe nel settore energia.

 

Come ridurre il rischio: strumenti e comportamenti

 

Non esiste una soluzione tecnica che blocchi lo spoofing in modo definitivo, ma combinare strumenti digitali e comportamenti consapevoli riduce sensibilmente la vulnerabilità. Alcune misure pratiche da adottare:

  • attivare il filtro anti-spam nelle impostazioni del proprio smartphone (disponibile su iOS e Android) o tramite il proprio operatore telefonico;

  • utilizzare app di identificazione delle chiamate che incrociano i numeri con database di segnalazioni (come Truecaller o le funzioni integrate nei recenti sistemi operativi mobili);

  • non pubblicare il proprio numero di telefono su piattaforme pubbliche non necessarie, riducendo la superficie di raccolta dati per i truffatori;

  • registrarsi al Registro delle Opposizioni, che riduce le chiamate commerciali indesiderate e limita l’esposizione a contatti non richiesti;

  • aggiornarsi periodicamente sulle tecniche di truffa più diffuse, perché i metodi cambiano con frequenza.

La consapevolezza rimane la difesa più solida: sapere che un numero visualizzato non è una garanzia di identità è già un passo significativo verso una maggiore sicurezza.

 

Proteggiti dallo spoofing con Enel

 

È utile sapere che Enel non chiede mai, durante una telefonata non concordata, le credenziali di accesso all’area personale, dati bancari, codici OTP o la firma di contratti a voce senza un percorso documentato.

 

La vera vicinanza ai cittadini e la protezione contro le truffe passano prima di tutto attraverso l'informazione e il dialogo diretto. Proprio con questo obiettivo nasce Energy bar, un programma di incontri formativi e di approfondimento organizzato direttamente negli Spazi Enel e Spazi Enel Partner selezionati in tutta Italia. 

Questi appuntamenti, gratuiti e aperti a tutti, sono pensati per offrire conversazioni reali su temi quotidiani. Partecipare a queste iniziative permette di chiarire ogni dubbio, imparando a riconoscere i canali di contatto ufficiali e acquisendo gli strumenti necessari per difendersi efficacemente dalle insidie delle truffe telefoniche. 

Domande Frequenti

Lo spoofing telefonico è illegale in Italia?

Sì, quando praticato a scopo fraudolento. La falsificazione del numero chiamante per ingannare il destinatario configura reati che possono includere la truffa informatica (art. 640-ter c.p.) e la sostituzione di persona (art. 494 c.p.). Le sanzioni possono essere significative, sia in ambito penale che amministrativo, con procedimenti gestiti dalla Polizia Postale e dall’Autorità Giudiziaria competente.

Posso bloccare un numero falsificato sul mio smartphone?

Bloccare un numero falsificato non previene nuove chiamate con numeri diversi, perché ogni volta i truffatori possono modificare il numero visualizzato. È però possibile attivare la funzione di silenzio per i numeri sconosciuti (disponibile su iOS come "Silenzio chiamate sconosciute" e su Android tramite filtro spam del telefono) e affidarsi ad app di identificazione chiamate che segnalano numeri già denunciati.

Se ho già fornito dati durante una chiamata sospetta: cosa faccio subito?

Agisci immediatamente: contatta la tua banca per segnalare l’accaduto e bloccare eventuali operazioni in corso; modifica le password degli account coinvolti, in particolare quelli bancari e di posta elettronica; se hai comunicato un codice OTP, la banca può revocare la transazione se avvisata in tempi brevi. Sporgi poi denuncia alla Polizia Postale allegando tutti i dati disponibili sulla chiamata.

Gli operatori telefonici possono contrastare lo spoofing?

Sì, in parte. Tecnologie come STIR/SHAKEN consentono agli operatori di autenticare il numero di origine di una chiamata e segnalare al destinatario se il numero è stato verificato o no. Alcuni operatori italiani stanno implementando queste soluzioni, ma l’adozione non è ancora uniforme. Nel frattempo, molti operatori offrono servizi di filtro anti-spam che possono ridurre (ma non eliminare) le chiamate sospette.

Come verifico se Enel mi ha davvero chiamato?

Il modo più affidabile è utilizzare il servizio verifica chi ti ha chiamato, che permette di controllare se il numero che ti ha contattato è realmente autorizzato da Enel Energia.

Lo spoofing riguarda anche gli SMS?

Sì. La variante via messaggio si chiama smishing e funziona con logiche simili: l’SMS appare provenire da un mittente noto (una banca, un corriere, un’azienda utility) ma contiene link a siti fraudolenti o richiede dati personali. In questo caso, la cautela è analoga: non cliccare su link in messaggi non attesi e verificare sempre attraverso i canali ufficiali dell’azienda mittente.