Chi segue da tempo il Piano Transizione 5.0 conosce bene il credito d'imposta pensato per sostenere digitalizzazione e efficienza energetica delle imprese. Dal 1° gennaio 2026, però, lo strumento è cambiato: al credito d'imposta si è sostituito l'iperammortamento, introdotto dalla Legge di Bilancio 2026. La sostanza dell'obiettivo resta la stessa, aiutare le imprese italiane nella trasformazione digitale ed energetica, ma cambiano le regole di accesso e il modo in cui si ottiene il beneficio fiscale. Vediamo cosa sapere per orientarsi nel nuovo quadro.

Cos'è oggi il Piano Transizione 5.0: dal credito d'imposta all'iperammortamento

 

Il nome Transizione 5.0 resta in uso, perché MIMIT e GSE continuano a chiamare così la piattaforma operativa, ma il meccanismo di beneficio è profondamente diverso da quello attivo nel biennio 2024-2025. Il vecchio credito d'imposta era compensabile direttamente in F24 e legato a una certificazione di risparmio energetico.

 

Il nuovo iperammortamento, disciplinato dall'articolo 1, commi 427-436, della Legge 30 dicembre 2025, n. 199, consiste invece in una maggiorazione del costo fiscale dei beni acquistati, che aumenta le quote di ammortamento deducibili ai fini IRES o IRPEF. Non produce quindi liquidità immediata, ma un vantaggio fiscale distribuito negli anni di ammortamento del bene.

 

Per capire meglio la portata del cambiamento, ecco un confronto schematico tra i due strumenti:

Caratteristica Credito d'imposta 2024-2025 Iperammortamento 2026-2028

Natura del beneficio

Credito compensabile in F24

Maggiorazione del costo fiscale ammortizzabile

Liquidità

Immediata, tramite compensazione

Distribuita negli anni di ammortamento

Requisito energetico

Certificazione di riduzione dei consumi obbligatoria

Non richiesta come condizione generale

Periodo di validità

1° gennaio 2024, 31 dicembre 2025

1° gennaio 2026, 30 settembre 2028

Riferimento normativo

Decreto legge 19/2024

Legge 199/2025 e Decreto legge 38/2026

Come funziona l'iperammortamento 2026: aliquote e beni agevolabili

 

L'agevolazione si applica agli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028, un orizzonte triennale che permette alle imprese di pianificare con maggiore continuità rispetto al passato. La maggiorazione del costo fiscale varia in base alla quota di investimento:

  • fino a 2,5 milioni di euro: maggiorazione del 180%;

  • oltre 2,5 milioni e fino a 10 milioni di euro: maggiorazione del 100%;

  • oltre 10 milioni e fino a 20 milioni di euro: maggiorazione del 50%.

Rientrano nel perimetro agevolabile i beni strumentali nuovi funzionali alla trasformazione Industria 4.0, come macchinari, sistemi automatizzati e software interconnessi, oltre agli investimenti per l'autoproduzione di energia da fonti rinnovabili, compresi impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo (BESS). A differenza del vecchio credito d'imposta, l'accesso non richiede più una certificazione di riduzione dei consumi energetici come requisito generale, il che allarga la platea di investimenti ammissibili anche a chi non persegue direttamente un obiettivo di efficientamento.

 

Cosa cambia per chi aveva già fatto domanda: procedura GSE e imprese "esodate"

 

L'accesso all'iperammortamento avviene tramite la piattaforma del Gestore dei Servizi Energetici (GSE), operativa dal 12 giugno 2026 per la prenotazione delle agevolazioni. La procedura prevede una comunicazione preventiva, la conferma dell'investimento con il pagamento di un acconto di almeno il 20% e, a completamento del progetto, l'invio della documentazione finale. 

 

Un tema che ha generato molte domande riguarda le imprese che avevano presentato istanza per il vecchio credito d'imposta Transizione 5.0 nel 2025 e sono rimaste in attesa per esaurimento delle risorse, le cosiddette imprese esodate. Per queste realtà, il Decreto-legge 27 marzo 2026, n. 38, convertito con modificazioni dalla Legge 22 maggio 2026, n. 88, ha previsto il riconoscimento di una quota pari al 35% del credito d'imposta originariamente richiesto, entro un limite di spesa complessivo, utilizzabile in compensazione tramite F24 entro il 31 dicembre 2026. 

 

Chi rientra in questa casistica riceve dal GSE una comunicazione con l'importo effettivamente riconosciuto, mentre per i nuovi progetti avviati dal 2026 in poi si applicano direttamente le regole dell'iperammortamento, senza possibilità di scegliere tra i due regimi.

Il supporto di Enel per la tua transizione energetica e digitale

 

Orientarsi tra normativa in evoluzione, requisiti tecnici e procedure GSE richiede tempo e competenze specifiche, ed è qui che un percorso di consulenza energetica fa la differenza. Enel accompagna le imprese nella valutazione degli interventi più coerenti con gli obiettivi di innovazione e sostenibilità, dal sopralluogo iniziale fino alla realizzazione. Tra le soluzioni che possono rientrare nel perimetro dell'iperammortamento, in particolare per la componente di autoproduzione rinnovabile, ci sono gli impianti fotovoltaici e i sistemi di accumulo a batteria, mentre sul fronte dell'efficienza energetica Enel propone soluzioni di monitoraggio e tecnologie per la Power Quality, come gli stabilizzatori di tensione, pensate per ottimizzare i consumi aziendali. 

 

Per le imprese che vogliono strutturare in modo organico il proprio percorso di efficientamento, anche in ottica di conformità a standard riconosciuti, la certificazione ISO 50001 rappresenta un ulteriore riferimento utile, complementare rispetto agli incentivi fiscali. Affidarsi a un partner con esperienza consolidata su fotovoltaico, efficienza energetica e gestione delle pratiche aiuta a impostare investimenti solidi, riducendo il rischio di errori procedurali che potrebbero compromettere l'accesso al beneficio. 

 

Che si tratti di valutare la fattibilità di un impianto fotovoltaico aziendale, di dimensionare un sistema di accumulo o di individuare interventi di efficientamento coerenti con il proprio processo produttivo, un confronto preliminare con figure esperte consente di capire quali investimenti hanno maggiori probabilità di rientrare nel perimetro dell'agevolazione, evitando scelte affrettate su una misura ancora soggetta a chiarimenti attuativi.

Transizione 5.0 oggi: un percorso da pianificare con attenzione

 

Il passaggio dal credito d'imposta all'iperammortamento non cambia l'obiettivo di fondo del Piano Transizione 5.0, sostenere la trasformazione digitale ed energetica delle imprese italiane, ma richiede un aggiornamento delle proprie valutazioni economiche e procedurali. Prima di avviare un investimento è utile verificare requisiti, aliquote applicabili e tempistiche con un professionista o un partner esperto, così da costruire un piano coerente con le proprie esigenze e con il nuovo quadro normativo in vigore fino al 2028.

Domande Frequenti

L'iperammortamento è cumulabile con altri incentivi o bandi regionali?

La cumulabilità va valutata caso per caso in base alla natura del contributo e alle spese ammissibili, poiché regole specifiche possono limitare la sovrapposizione tra misure diverse sugli stessi investimenti.

Cosa cambia per un'impresa che aveva già presentato la comunicazione ex ante nel 2025?

Le istanze presentate nel 2025 restano disciplinate dalle regole del vecchio credito d'imposta Transizione 5.0, mentre gli investimenti avviati dal 2026 rientrano nel nuovo regime dell'iperammortamento, con criteri di calcolo differenti.

L'iperammortamento si applica anche ai beni acquisiti in leasing?

Sì, la maggiorazione fiscale rileva anche ai fini della determinazione dei canoni di locazione finanziaria deducibili, non solo per gli acquisti diretti.

Serve ancora un ente certificatore esterno per accedere all'agevolazione?

Le modalità di verifica sono definite dal decreto attuativo del 7 maggio 2026 e possono prevedere requisiti documentali specifici in base alla tipologia di investimento, anche se il vincolo di certificazione energetica non è più un requisito generale come nel vecchio credito d'imposta.

Cosa succede se il bene agevolato viene rivenduto prima della fine del periodo di ammortamento?

In caso di cessione del bene, il beneficio residuo può essere mantenuto se l'impresa lo sostituisce, nello stesso periodo d'imposta, con un bene nuovo dalle caratteristiche tecnologiche analoghe o superiori.

È possibile ottenere una consulenza preliminare prima di avviare la comunicazione al GSE?

Sì, un confronto preliminare con un partner esperto in efficienza energetica e autoproduzione rinnovabile aiuta a impostare correttamente il progetto prima di inviare la comunicazione sulla piattaforma del GSE.