Transizione 5.0: cos’è e cosa prevede

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Vista aerea dei pannelli solari installati sul tetto della fabbrica

I contenuti di questa pagina fanno riferimento a una misura il cui termine per presentare nuove domande era il 27/11/2025. Se hai già aderito e cerchi un partner tecnico per realizzare gli interventi previsti, ti offriamo supporto tecnico e operativo.

Che cos'è

Il Piano di Transizione 5.0 è finanziato dal PNRR con 6,36 miliardi di euro e si affianca al Piano Industria 4.0 introducendo tre nuovi obiettivi: sostenibilità, resilienza e centralità della persona.

L'obiettivo è aiutare le imprese a rendere i propri processi produttivi più efficienti e basati su energie rinnovabili, puntando a un risparmio di 0,4 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio tra il 2024 e il 2026. Possono accedere alle agevolazioni le aziende con strutture produttive in Italia che, negli anni 2024-2025, hanno investito in progetti di innovazione che riducono i consumi energetici.

Lo stanziamento è così suddiviso

Beni materiali e immateriali: 3,78 miliardi di euro.
Autoproduzione da fonti rinnovabili: 1,89 miliardi di euro.
Formazione del personale: 630.000 euro.

Gli investimenti agevolabili

Gli investimenti agevolabili riguardano beni materiali e immateriali, nuovi e strumentali all’esercizio d’impresa.

Il beneficio fiscale è legato alla riduzione del consumo di energia finale (almeno del 3%) a livello di sito, oppure al risparmio energetico sul singolo processo (almeno del 5%) grazie agli investimenti appartenenti al Piano Industria 4.0, tra i quali:

  • Beni strumentali con funzionamento controllato da sistemi computerizzati e/o gestiti tramite opportuni sensori e azionamenti;
  • Sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità;
  • Dispositivi per l’interazione uomo macchina e per il miglioramento dell’ergonomia e della sicurezza del posto di lavoro in logica 4.0;
  • Programmi e applicazioni acquistati da aziende (come software, sistemi e system integration);
  • Sistemi di gestione della supply chain finalizzata al drop shipping nell’e-commerce;
  • Software, piattaforme e applicazioni per la gestione e il coordinamento della logistica con elevate caratteristiche di integrazione delle attività di servizio;
  • Software e servizi digitali per la fruizione immersiva, interattiva e partecipativa, ricostruzioni 3D, realtà aumentata.

 

La riduzione deve essere calcolata su base annua con riferimento ai consumi energetici registrati nell’esercizio precedente a quello di avvio degli investimenti, al netto delle variazioni dei volumi produttivi e delle condizioni esterne che influiscono sui consumi stessi.

 

Allo stato attuale, all’interno del nostro portafoglio di soluzioni integrate, come intervento trainante e previa verifica individuale della fattibilità e applicabilità, riteniamo possa rientrare il Save Up, una delle soluzioni di Power Quality. Tra gli interventi trainati, invece, possono rientrare il fotovoltaico e i sistemi di accumulo di energia a batteria (BESS) e sistemi di produzione di energia termica di processo. Per accedere a questi ultimi è necessario effettuare preventivamente la riduzione dei consumi.

Chi può partecipare
Come partecipare

La misura rende disponibile l’accesso ai crediti d’imposta per le imprese - di qualsiasi dimensione, forma giuridica, settore e localizzazione geografica - che investono in beni strumentali materiali (obbligatoriamente nuovi e acquistati da fornitori stabiliti in Italia) o immateriali al fine di ridurre i propri consumi energetici.

 

Il credito d’imposta, in relazione agli investimenti sostenuti tra il 1° gennaio 2024 e il 31 dicembre 2025, è offerto alle imprese che investono in attività digitali, autoproduzione di energia da fonti rinnovabili e formazione del personale e aumenta in base al miglioramento certificato dell’efficienza energetica e i progetti devono essere certificati da un valutatore indipendente, con certificazione ex ante ed ex post.

Sono escluse dal beneficio le imprese in stato di fallimento, liquidazione volontaria, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo e destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231.

Per poter accedere al credito d’imposta previsto dal Piano Transizione 5.0, le aziende dovranno presentare la richiesta telematica utilizzando il modello standardizzato messo a disposizione dal Gestore dei servizi energetici (GSE) e la documentazione prescritta dall’articolo 38 del decreto legge 19/2024 (Decreto transizione 5.0), congiuntamente a una comunicazione riguardante la descrizione e il costo del progetto di investimento.

Le aziende presentaranno:

  • Comunicazione ex ante (prenotazione del credito) con la descrizione del progetto di investimento e il costo dello stesso;
  • Certificazione ex ante, attestante la riduzione dei consumi energetici conseguibili tramite gli investimenti nei beni.

Tramite l'approvazione alla Camera del disegno di legge di conversione del DL 29 marzo 2024, n.39, avvenuta il 22 maggio 2024, è stato inoltre stabilito che entro 30 giorni dalla conferma della prenotazione da parte del GSE, le imprese debbano comunicare l'effettuazione degli ordini accettati dal venditore, tramite il pagamento di un acconto di almeno il 20% (sia per i beni strumentali trainanti sia per la componente rinnovabile), pena la decadenza del beneficio.

 

Il GSE trasmette ogni mese al Ministero delle Imprese e del Made in Italy l’elenco delle imprese richiedenti e l’importo del credito prenotato, verificando la capienza dei fondi. Le imprese inviano invece al GSE comunicazioni periodiche relative all’avanzamento dell’investimento, in base alle quali viene determinato l’importo del credito d’imposta utilizzabile nel limite massimo di quello prenotato. A questo punto è il GSE, una volta verificata la correttezza formale di tutta la documentazione, a trasmettere al Mimit l’elenco delle imprese che possono beneficiare dell’agevolazione.

 

Per quanto riguarda la fruizione del credito d’imposta, invece, le imprese dovranno presentare in via telematica al GSE:

  • Comunicazione ex post rispetto al completamento degli investimenti;
  • Comunicazione ex post attestante l’effettiva realizzazione degli investimenti conformemente a quanto previsto dalla certificazione ex ante.

Tutte le certificazioni, sia ex ante che ex post, possono essere rese da EGE (Esperti in gestione dell’energia) certificati UNI CEI 11339 e società ESCo (Energy Service Company) certificate UNI CEI 11352. Per le PMI le spese sostenute per adempiere all’obbligo di certificazione sono riconosciute in aumento del credito d’imposta per un importo non superiore al 10.000 euro.

Le aliquote

Le aliquote percentuali del credito d’imposta 2024 e 2025, applicabili in funzione dei volumi di investimento e dei risultati in termini di risparmio energetico, sono così suddivise.

FASCIA DI INVESTIMENTO Unità produttiva: 3%-6% / Processo interessato dall’investimento: 5%-10% Unità produttiva: 6%-10% / Processo interessato dall’investimento: 10%-15% Unità produttiva: >10% / Processo interessato dall’investimento: >15%

0 - 10 mln €

35%

40%

45%

10 - 50 mln €

5%

10%

15%

Gli emendamenti approvati introducono per sistemi di accumulo e fotovoltaico un limite di spesa. Il limite verrà disposto dai decreti attuativi e imporrà una proporzionalità tra l’energia erogata e l’agevolazione sulla spesa. A una potenza maggiore dell’impianto fotovoltaico, corrisponderà un limite maggiore sull’agevolazione della spesa.

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